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Raduno CAN PRO, lezione di psicologia arbitrale

Paolo Vilardi - 01/08/2015, 21:46

Penultima giornata di raduno precampionato per arbitri e assistenti della CAN PRO, che si sta svolgendo a Sportilia. L’argomento oggetto di maggiore approfondimento è stata oggi la psicologia arbitrale, grazie alla brillante lezione dalla dottoressa Eva Iorio di Pescara, al secondo anno di collaborazione con l’AIA.
Come nei giorni precedenti, nel riportare la “cronaca” dei lavori dello stage, partiamo dalla riunione tecnica di ieri sera, durante la quale, dopo lo svolgimento dei test tecnici da parte degli assistenti del centro sud, è stato trattato un altro argomento cardine dell’arbitraggio, la collaborazione arbitro – assistente. La lezione è stata sviluppata, come sempre, con l’ausilio di filmati, selezionati con cura dalla commissione guidata da Danilo Giannoccaro; video che hanno riprodotto le più svariate situazioni di gioco con le rispettive competenze in campo del direttore di gara e dei suoi collaboratori, la cui intesa deve essere impeccabile per assumere la decisione corretta, come nei casi in cui il pallone ha varcato o meno la linea di porta, o nel punire una condotta gravemente sleale, soprattutto nei contropiede, quando, ad esempio, si assottiglia la visibilità dell’arbitro e la situazione è più facilmente controllabile dall’assistente. In questi casi i componenti della terna hanno un ridottissimo lasso di tempo a disposizione per prendere la decisione corretta, pochi secondi che devono sfruttare al meglio attuando quanto detto nel briefing pre gara, altro momento importante ai fini della collaborazione, ma principalmente rispettando le disposizioni che stanno ricevendo in questo raduno.
Giannoccaro e i suoi vice, sempre in questo contesto, sono stati categorici nel ribadire che gli assistenti devono dare agli arbitri solo certezze, specificando che “certezza” non è sinonimo di “grossa convinzione” o “forte percezione”.
Sempre per quanto concerne la collaborazione arbitro – assistente questi sono stati i messaggi ai ragazzi presenti in aula dei vice commissari Faverani e Rossomando, entrambi ex assistenti: “Nell’arbitraggio moderno – ha detto l’ex internazionale - il gioco di squadra è fondamentale per raggiungere grandi traguardi”. Significativa anche la frase di Rossomando: “L’assistente non deve travalicare quelli che sono i suoi doveri. Non vogliamo eroi; vogliamo persone attente – ha concluso – preparate e coraggiose, ma non incoscienti”.
Passiamo alla giornata odierna, caratterizzata dalla lezione di psicologia arbitrale, come riferito in apertura. La relatrice, la dottoressa Eva Iorio, è stata molto esplicita sugli atteggiamenti e i comportamenti che devono assumere gli arbitri per acquisire credibilità agli occhi dei contendenti in campo. Altrettanto interessante è stato il confronto con la stessa psicologa e la rappresentanza in aula della classe arbitrale, in primis con il commissario Danilo Giannoccaro. Quest’ultimo - provandosi ad immedesimare nei direttori di gara rappresentati in una serie di slide durante momenti concitati della gara - ha descritto le sue probabili emozioni e tensioni del momento, soprattutto nell’interfaccia con i calciatori.
Dalla risultante delle idee sono emersi consigli utilissimi per gli attenti arbitri e assistenti in aula, nell’ambito appunto della comunicazione che dovranno mantenere in campo. Si è così passati dai consigli generici, come controllare i pregiudizi, evitare valutazioni affrettate e controllare la propria emotività, a quelli pratici che interessano il direttore di gara. “L’arbitro deve sempre evitare gli scontri”, ha detto la psicologa, dispensando nel prosieguo dell’intervento altri opportuni consigli preziosi.
Nel primo pomeriggio la rappresentanza del Settore Tecnico ha illustrato la Circolare n. 1 agli assistenti che avevano raggiunto ieri Sportilia, quelli del centro sud. Alla spiegazione hanno assistito naturalmente anche gli arbitri. Ciò è stato propedeutico per la riunione tecnica successiva, durante la quale, sempre con il supporto di video, sono stati rappresentati casi di valutazione di fuorigioco in base alle precisazioni interpretative della regola, contenute appunto nella Circolare diramata lo scorso luglio.
I convocati hanno quindi sostenuto una seduta di allenamento, consistente in esercitazioni funzionali alla prestazione per gli assistenti che nella prima mattinata avevano eseguito l’Agility Test e la prova di velocità dei 5 x 30 metri, mentre gli arbitri hanno sostenuto esercitazioni di accelerazione e decelerazione funzionali allo spostamento in gara.
Nel dopocena altra riunione tecnica, stavolta, sui gravi falli di gioco, il “mobbing” e i provvedimenti disciplinari.

In alto un’altra immagine della lezione di psicologia arbitrale.
In gallery, nelle prime due immagini, altri momenti della lezione di psicologia arbitrale, compresa la simulazione di uno “spigoloso” interfaccia tra arbitro e calciatori. A seguire una foto degli arbitri e della commissione presieduta da Giannoccaro; seguono ancora alcuni scatti durante i test atletici degli assistenti del centro sud.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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