Associazione Italiana Arbitri

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Giornata di test atletici al raduno della CAN 5 in corso a Sportilia

Caterina Pittelli - 03/09/2015, 22:47

Prosegue il raduno CAN 5 all'insegna dei test atletici, momento fondamentale di valutazione di un'indispensabile preparazione. Positivi i risultati ottenuti, tanto quanto quelli relativi ai quiz tecnici, la cui correzione è avvenuta anche grazie all'ausilio di video, altro step focale della giornata.
Impegnativo il programma in aula che ha visto un primo momento dedicato alla match analysis guidata dal Responsabile Massimo Cumbo, un'occasione di confronto e crescita sotto l'aspetto didattico.
In un secondo momento, l'intervento di Alfredo Trentalange, Responsabile del Settore Tecnico, da anni molto vicino al mondo del futsal, che ha rimarcato il concetto di squadra: “Per fare cose diverse bisogna essere nuovi e diversi noi per primi”. “Il vostro livello di responsabilità è molto alto, cercate di trasferirlo ai vostri colleghi!”.
A seguire, al via gli interventi dei Vice Commissari che hanno approfondito aspetti di carattere tecnico (quali conoscenza e applicazione del regolamento), disciplinare e comportamentale, aspetto fisico atletico e tattico, nonché collaborazione con il team arbitrale. Questi non sono che gli elementi che determinano la valutazione sulla relazione dell'osservatore.
Il primo intervento è quello di Marcello Toscano relativo alle disposizioni di carattere operativo, dal momento in cui arriva la designazione a quello in cui si compila il referto. Accetazione, comunicazione delle indisponibilità, arrivo al campo, sopralluogo per il controllo della regolarità del terreno di gioco, rapporto con dirigenti e calciatori, controllo delle distinte di gara, controllo delle maglie e dei palloni e post gara, il tutto corredato da video esplicativi.
L'intervento di Salvatore Racano è invece incentrato sulla personalità arbitrale, ovvero sulle caratteristiche di un arbitro efficace in una disciplina come quella del calcio a 5 dove tutto è concentrato in un breve spazio. “ Ci viene richiesta una spiccata personalità, il nostro operato deve essere espresso al massimo, siamo sempre chiamati in causa”. Le caratteristiche che devono essere insiste in un arbitro di futsal sono quelle di avere un forte carattere, il che prescinde dalla gara stessa, manifestare tranquillità, serenità e autocrontrollo, un adeguato comportamento, garantire una presenza costante e saper comunicare. Se vogliamo rispetto non dobbiamo sfociare negli eccessi, bensì manifestare elasticità mentale e senso della misura. Chi sceglie di essere arbitro non può prescindere dal manifestare doti quali motivazione, coraggio, onestà, sicurezza, attenzione, avere controllo e manifestare uniformità. Il tutto permette di acquisire autorevolezza, caratteristica che risulta fondamentale nella gestione del nostro ruolo. “Noi vogliamo arbitri che non siano solo dotati di preparazione tecnico-atletica, ma che manifestino una forte personalità”.
Francesco Carrieri ha successivamente analizzato il rapporto con gli osservatori. Dare una valutazione equivale dare un giudizio, che è ciò che realmente conta, la cosiddetta futuribilità. “L'unico obiettivo di un osservatore è quello di comunicare, è il dovere che si auto-assume decidendo di far parte della CAN 5, quindi ascoltiamolo!”
L'ultimo intervento è quello di Riccardo Arnò sugli gli errori riccorenti. L'obiettivo è quello di analizzarli, capire il perché vengono commessi e individuare alcuni suggerimenti pratici per riuscire a rimuoverli.
Dobbiamo essere abituati ad avere una prospettiva ampia, che prescinde dal solo pallone. Lo sguardo basso verso di esso non ci permette di fare un'adeguata prevenzione, bisogna essere capaci di individuare il contesto nella sua interezza. “Dovete allenarvi, è l'unico modo per superare i vostri limiti”. Non dobbiamo dimenticare che nel calcio 5 l'azione ha uno sviluppo repentino, non è possibile omettere di prevederne lo sviluppo. È fondamentale essere preparati per evitare di essere sorpresi.
L'arbitro comunica con la propria gestualità, con il fisico ma anche semplicemente con lo sguardo. “Dobbiamo essere consapevoli che ogni cosa che facciamo e il modo in cui lo facciamo trasmettono degli input a chi ci sta guardando. Dobbiamo inviare dei segnali chiari. Non siate presuntuosi, abbiate la giusta dose di umiltà”.
La giornata termina con i colloqui suddivisi per ambito regionale e con il lavoro dei vari gruppi di studio che hanno approfondito i casi specifici a loro affidati, in vista del debriefing di domani.

Nella foto principale i test atletici svolti in mattinata.
Nelle altre foto:
Il gruppo dei test atletici guidato dal Responsabile preparazione atletica dell'Aia, Marco Lucarelli;
I Vice Commissari Luca Marconi, Salvatore Racano, Claudio Zuanetti e Francesco Carrieri;
L'intervento in aula di Massimo Cumbo;
Momenti di lavoro in aula.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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