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Prove atletiche e riunioni tecniche al raduno della CAN PRO

Giorgio Ermanno Minafra - 12/11/2015, 22:36

Giovedì intenso per la Commissione CAN PRO al suo secondo giorno di lavori a Tivoli Terme. Mattinata incentrata sugli arbitri: prima controllo del peso, poi i test atletici organizzati dal preparatore Marco Lucarelli e dal suo staff (Gilberto e Oreste Rocchetti, Antonio Di Musciano e Antonello Mattei), con l'attenta visione del settore medico (i dottori Fedele e Sciuto e i fisioterapisti Passini, Maggiore e Rossi), poi ritorno in aula con la gradita visita del responsabile della CAN B Stefano Farina. La lezione si è incentrata sulla figura del quarto ufficiale nelle gare della serie cadetta, analizzando il comportamento degli arbitri a disposizione di Danilo Giannoccaro impegnati in questa prima fase di campionato a coadiuvare i colleghi di Serie B. Due ore vivaci, con filmati sulla giusta relazione fra arbitro e quarto ufficiale in occasione di condotte violente, falli di gioco, aspetto comportamentale e gestione delle panchine. "Il quarto ufficiale deve innanzitutto capire come posizionarsi e non gustarsi la partita, ma viverla" ama ripetere Farina, poiché la soglia di attenzione deve essere massimale, bisogna infatti sempre essere pronti nel dare aiuto e risposte laddove serva. Sono stati valutati a riguardo gli aspetti di posizionamento fra le panchine e l'individuazione del giusto momento per dare spunti tecnici e disciplinari. La presenza di Farina ha l'obiettivo di rafforzare la già notevole sinergia fra le due Commissioni, al fine di un miglioramento continuo per i prossimi ragazzi della CAN PRO designati nel campionato della Lega di B.
Nel primo pomeriggio arrivo degli assistenti arbitrali, i quali subito sono stati fatti accomodare in sala per l'effettuazione dei test regolamentari con l'apporto di Mauro Gabrielli del Settore Tecnico. A seguire subito lezione individuale con i componenti Renato Faverani e Sandro Rossomando con il focus sulla collaborazione, mentre, in contemporanea, i colleghi arbitri in un'altra sala svolgevano i loro test sul regolamento. A metà pomeriggio fino all'orario di cena visione, per arbitri e assistenti nella stessa sala, di filmati delle prime dieci giornate di campionato: un susseguirsi di episodi e situazioni analizzati prima dai ragazzi che effettivamente erano in campo, poi con l'opinione della Commissione con il solo obiettivo di parlare tutti la stessa lingua. "E' importante riunirci e parlarne, solo così abbiamo certezze e cresceremo come arbitri e come uomini", l'obiettivo della Commissione.
In serata ancora visione di altri filmati, sviscerando in tutte le forme il tema della collaborazione e il concetto di squadra, "perché in campo non dobbiamo avere percezioni, ma solo sicurezze per non cambiare mai idee e fare subito la cosa giusta" ripetono insistentemente Giannoccaro, Faverani e Rossomando.
Appuntamento a venerdì per il terzo giorno di raduno con i test atletici per gli assistenti, allenamento diversificato per gli arbitri e conclusioni in sala con le ultime riunioni prima del rompete le righe per tutti i ragazzi in organico.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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