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Raduno CAI, l'incontro con il Vice Presidente AIA Narciso Pisacreta

Simona Tirelli - 23/01/2016, 20:30

Nella seconda e ultima giornata di raduno di metà campionato CAI a Tivoli Terme, di prima mattina arbitri ed osservatori si sono ritrovati rispettivamente in aula per continuare i lavori iniziati.
Gli osservatori, sotto la guida di Luigi Stella, hanno valutato e commentato insieme 4 colloqui differenti eseguiti sulla stessa partita, per continuare a crescere sull'uniformità di giudizio, in occasione dell'OA Day.
Gli arbitri nella sala accanto, agli ordini di Vincenzo Fiorenza, hanno proseguito con l'analisi di spezzoni di partite in cui il focus era sulla semplicità, concentrazione e sulla serenità interiore del direttore di gara, con l'obiettivo di progredire verso qualcosa di più importante e verso "piattaforme più elevate".
Si sono susseguiti gli interventi di tutta la commissione CAI dove si sono toccati i temi di approccio alla gara fin dall'arrivo della designazione, sull'importanza degli allenamenti e delle partite, sulla presentazione al campo di gara e sull'auto-analisi e dell'autostima da avere a livello nazionale.
La mattinata ha visto la visita del Vice Presidente dell'AIA Narciso Pisacreta che ha intrattenuto la platea parlando del ruolo dell'arbitro.
"Dobbiamo capire come siamo percepiti da chi ci sta intorno. A livello internazionale l'AIA ha un organizzazione unica (Si vota il Presidente Federale, abbiamo gli arbitri migliori al Mondo, che vengono premiati, chiamati come dirigenti in organizzazioni internazionali e come dirigenti presso federazioni estere, ecc..).Per cui tutto questo non solo ci inorgoglise ad essere arbitri, ma ancora maggiormente ad essere arbitri italiani."
L'importanza della categoria CAI sta nel fatto che i direttori di gara sono una squadra, unita, ma con percorsi differenti e ogni domenica vengono designati per un campionato diverso; ed è molto duro il compito della Commissione che deve intuire la propensione a salire in un'altra dimensione.
Non sono mancati accorgimenti e consigli tecnico tattici su vantaggio, qualità dei particolari e trasformazione tecnica (equilibrio dinamico) e adattamento alle realtà che si affrontano (squilibrio stabile).
Pisacreta ha ribadito il concetto che l'attività arbitrale deve essere sempre frutto di un sentimento di orgoglio e di gioia e ha terminato il proprio intervento citando la frase di Luc de Clapier de Vauvenargues "molti uomini vivono felici senza saperlo".

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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