Associazione Italiana Arbitri

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A Monastier di Treviso il raduno Top Class degli arbitri CAN 5

Caterina Pittelli - 15/04/2016, 10:19

Al via il raduno CAN 5 Top Class presso il Park Hotel Villa Fiorita a Monastier di Treviso.
Mattinata dedicata all'arrivo dei convocati e alle procedure di rilevamento del peso e degli indici biometrici, a seguire il pranzo ed un primo momento di aula per le prime disposizioni.
Il primo pomeriggio è trascorso nel centro della città di Treviso, dove si è tenuta una cerimonia religiosa che ha visto, al suo termine, Massimo Cumbo omaggiare l'officiante di una maglia della divisa arbitrale.
Una volta ripresi i lavori in aula, prende la parola Antonio Mazza, Coordinatore Settore Tecnico Modulo Calcio a 5, che porta i saluti di Alfredo Trentalange Responsabile del Settore Tecnico e sottolinea la presenza del Supervisore del Progetto Mentor- Talent Franco Falvo.
Interviene ora Cumbo con la presentazione della formula play off/play out delle gare che vedranno coinvolti gli arbitri presenti. Significativa attenzione posta a concetti quali: un adeguato controllo delle liste nel pre e post gara, alla refertazione elettronica, all'inserimento dei dati nel portale, al controllo adeguato delle reti, alla gestione delle panchine, alla necessità di un posizionamento adeguato sempre a ridosso degli eventi, alle riprese di gioco, alla corretta gestione dei tiri di rigore, alla prevenzione, alla congrua concessione del vantaggio. Il tutto con l'ausilio di video di gare che hanno visto protagonisti gli stessi arbitri presenti. “Controllate tutto”, conclude il Responsabile, “se siete qua è perché sapete gestire ogni imprevisto”.
Dopo cena, è il momento di nuovi approfondimenti in aula, interviene il Presidente CRA Veneto Giuliano Vendramin che saluta i numerosi convenuti: “Benvenuti in Veneto. Siete fortunati ad avere questa Commissione”.
Al gruppo si rivolge nuovamente Cumbo: “Il concetto è uno solo, bisogna rendere una performance di grande livello. Oggi i media ci raggiungono, colgono ogni aspetto, sottolineando sia deifaillance che pregi e punti di forza. Siete degli specialisti ed esserlo significa essere preparati tecnicamente, conoscere il regolamento e saperlo applicare. Pronti a scegliere davanti all'imprevedibile, è questa la nostra dote principale. Dobbiamo essere coraggiosi, reattivi di fronte a qualsiasi evento. Il temperamento deve essere quello di una persona forte. Predisponetevi con questa mentalità!” Inoltre: “Il lavoro e lo studio sono premianti, conoscere le squadre e i giocatori è fondamentale, così come lo è la preparazione atletica. Altro aspetto è la disponibilità, presupposto necessario per un arbitro nazionale. Se diamo il massimo, sulla base di questi elementi riusciremo a divertirci, ma sempre con serietà”.
La serata termina con un ampio approfondimento tecnico su due fattispecie di non comune accadimento, che hanno stimolato la riflessione dei presenti: la prima riguardante l'assenza del portiere tra i calciatori titolari e la seconda inerente l'indebito ingresso di un giocatore alla scadenza dei due minuti di penalità a fronte di una precedente espulsione.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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