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Raduno CAI Play Off, Fiorenza agli arbitri: «Siate orgogliosi, capaci e determinati»

Giorgio Ermanno Minafra - 07/05/2016, 18:53

Due giorni intensi per la CAI e soprattutto per i 70 arbitri e i 15 osservatori, quest’ultimi convocati per merito e rappresentanti ciascuno della propria regione, al raduno di fine stagione di Tivoli Terme. Subito test atletici nella prima giornata, resi possibili grazie al sapiente lavoro del preparatore atletico Marco Lucarelli e dal suo staff, coadiuvati dalla dottoressa Antonella Maglietta, fra l’altro arbitro della CAN 5. A seguire test regolamentari del Settore Tecnico, presente con Guido Falca. Entrambe le prove hanno soddisfatto la Commissione. A metà pomeriggio analisi delle schede tecniche delle visionature e dei voti di ciascun arbitro con il responsabile Vincenzo Fiorenza: è stata effettuata una autovalutazione e un raffronto con quanto scritto nelle relazioni di fine gara, permettendo una crescita umana e tecnica a ciascun diretto interessato. Analogo lavoro in un’altra sala per il gruppo osservatori con il componente Luigi Stella al fine di migliorare la stesura dei referti. Dopo cena, riunione congiunta con la visione di tutti i filmati raccolti da ciascun arbitro nel corso della stagione al fine di rendere chiaro a tutti l’uniformità di pensiero tecnica e disciplinare, evidenziando i concetti espressi fin da inizio stagione, in un dialogo costruttivo fra le parti e accrescendo la cura del dettaglio necessario per affrontare al meglio il passaggio alla CAN D.
Mattina seguente lavori aperti dal componente Katia Senesi con un discorso circa la gestione dell’errore, molto probabile quando c’è qualcosa di inaspettato. Può avvenire per misconoscenza regolamentare, per mancanza di concentrazione o di personalità, per una non adeguata posizione sul terreno di gioco. «L’errore è ricerca e l’apprendimento è utile per migliorare, l’importante è avere la forza di non innescare altri errori, non dovete avere panico», le parole della Senesi, che conclude con un focus sulle priorità e di quanto è fondamentale in casi del genere avere autocontrollo, essere proattivi, avere una mentalità vincente e avere umiltà affinché, con l’allenamento, si è pronti subito a ripartire con il primo fischio. A seguire è stata analizzata una piccola parte della finale di Coppa Italia, mostrando momenti dove l’incisività, l’allenamento, la decisione e la tonicità fin dalle prime battute hanno portato l’arbitro e quindi la terna a vincere la gara, prendendo gli episodi giusti con assoluta serenità e convinzione dei propri mezzi.
A seguire intervento del componente nazionale Umberto Carbonari, accorso per portare il saluto dell’intero movimento arbitrale ai giovani arbitri ricordando loro che sono un po’ come alle Elementari per cui hanno bisogno di tempo e di studio per arrivare in alto. «Per avere un grande futuro bisogna ricordare il passato», può essere il titolo del suo discorso, passando da storie di vita vissuta a quanto è importante la conoscenza regolamentare, della gioia calcolando i terreni di gioco e ricordando quanto di eccellente è stato fatto di recente dall’AIA sul tema della violenza con l’ingresso degli Esperti Legali e le diverse procedure nell’avvio delle varie pratiche.
Nell’ultima ora di raduno i doverosi ringraziamenti di ciascun componente. La coppia Buda e Toscano, quest’ultimo commosso essendo al quarto anno di Commissione, da designatori per la juniores hanno spronato i ragazzi a fare bene anche nelle fasi finali di questa categoria. Ceccarelli, designatore per la categoria femminile, ha voluto sottolineare quanta organizzazione, quanto calore e pubblico ci sia dietro ciascuna gara e del rispetto che bisogna avere fra le parti per far accrescere l’intero movimento. Lo staff dei componenti degli osservatori con il coordinatore Luigi Stella e i vari Consonni, Gregori, Caroleo e Occhipinti hanno rimarcato che per arrivare in alto bisogna essere umili e determinati, di fare buon uso dei social network, dell’importanza di capire i messaggi degli osservatori a fine gara, di avere un’adeguata preparazione atletica, anche se a fine stagione, e hanno lanciato un doveroso grazie ai 150 arbitri ed ai 120 osservatori che di domenica in domenica hanno risposto presente e hanno voluto dare prova di una crescita culturale, umana e tecnica. A seguire lo staff dei componenti che hanno seguito da vicino gli arbitri, Cerofolini, Branciforte e Giove, i quali hanno evidenziato il concetto di team arbitrale, di quanto sia importante il briefing, di dare gli esempi corretti nelle Sezioni e di dare tutto in quest’ultimo mese perché solo con i sacrifici il futuro diventa roseo. La Senesi ha ringraziato l’AIA per l’opportunità concessale e di essersi sentita parte integrante del gruppo per meriti tecnici e non perché una quota rosa e lo ha dimostrato con un discorso grintoso ed energico, pieno di forza e di amore verso questa passione.
Chiusura affidata al Responsabile Vincenzo Fiorenza che ha visto crescere i suoi cuccioli, riprendendo una sua frase del raduno di Sportilia, spronando i presenti ancora di più. «Abbiate un vulcano dentro, ma siate tranquilli fuori. Non arrendetevi mai, ora c’è da mettere in gioco con questi play-off il vostro nome, quello della vostra Sezione e soprattutto quello della CAI. Siatene orgogliosi, capaci e determinati». Il monito lanciato ad inizio stagione, di vedere “Arbitri che arbitrano”, ha raccolto mese dopo mese i suoi frutti, racchiusi nel lunghissimo applauso dei ragazzi e degli osservatori quando con un commosso grazie il Commissario ha congedato la platea.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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