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Raduno CAN A, trattati il Fuorigioco e il “DOGSO”

Paolo Vilardi - 29/07/2016, 19:00

Prosegue il raduno precampionato per arbitri e assistenti di Serie A. Le lezioni tecniche sono state oggi molto importanti, poiché si è trattato il fuorigioco e l’ex condotta gravemente sleale, oggi “DOGSO” (“deny an obvious goal - scoring opportunity”, negare l’evidente opportunità di segnare una rete), alla luce delle sostanziali innovazioni contenute nella Circolare n. 1.
In mattinata i convocati, dislocati in base al ruolo sui due campi principali di Sportilia, hanno sostenuto un allenamento a basso intensità, di compensazione ai carichi di lavoro più impegnativi di ieri. Tutti si sono poi trasferiti in aula, per trattare il DOGSO, argomentazione approfondita in questi primi giorni di raduno dal gruppo di lavoro “A”, con relatore Gianpaolo Calvarese e composto dai seguenti arbitri e assistenti: Nicola Rizzoli, Davide Massa, Massimiliano Irrati, Carmine Russo, Marco Barbirati, Damiano Di Iorio e Luca Mondin.
L’esposizione del relatore ha sollevato un costruttivo confronto tra i convocati, moderato dal Responsabile della Commissione Domenico Messina e dai vicecommissari Emidio Morganti e Marco Ivaldi. Durante la video analisi si sono poste in evidenza quelle situazioni che da quest’annata sportiva si valutano diversamente sotto l’aspetto disciplinare rispetto alla scorsa stagione. Dalla Circolare n. 1, infatti, si evince che se a un calciatore all’interno dell’area di rigore avversaria viene negata l’evidente opportunità di segnare una rete, l’autore del fallo non sarà da espellere se l’arbitro percepisce che lo stesso ha tentato con le gambe (che potrebbero essere le mani nel caso di un portiere) di prendere il pallone. In questo caso il provvedimento disciplinare sarà l’ammonizione. Non cambia invece nulla rispetto alla scorsa stagione se il fallo è stato commesso fuori area o se il difendente, nel commettere il fallo, si disinteressa dal pallone e “punta” solo l’avversario.
A seguire Domenico Messina si è imbattuto in una serie di precisazioni sul vantaggio, in particolare sull’opportunità di concederlo quando il calciatore che ha commesso il fallo deve ricevere il secondo cartellino giallo.
Dopo la pausa pranzo gli assistenti sono stati sottoposti dai medici del modulo biomedico del Settore Tecnico alla valutazione impedenziometrica, un esame che permette di distinguere la massa magra da quella corporea e rileva lo stato di idratazione del corpo dei singoli atleti.
L’argomentazione più importante del pomeriggio è stato invece il fuorigioco, con la video analisi sulle situazioni più difficili da valutare e sui “pochi errori”, come orgogliosamente ha detto il vice commissario Marco Ivaldi, commessi la scorsa stagione. “Bisogna andare via da Sportilia con un’idea unica su ogni azione che analizziamo”, ha detto ancora quest’ultimo. “La nostra uniformità di giudizio è troppo importante”.
In serata gli arbitri sosterranno un allenamento di media intensità. Gli assistenti arbitrali eseguiranno i test atletici: il 5 x 30, l’Agility test e l’Ariet.

In home page l’allenamento mattutino degli arbitri
In alto il Responsabile della CAN A, Domenico Messina
In basso due scatti durante la valutazione impedenziometrica degli assistenti; quattro immagini della riunione tecnica sul fuorigioco e un’altra foto degli arbitri in allenamento

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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