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Riunione con l’assistente internazionale Di Monte

Giovanni Aruta - 21/02/2017, 11:33

Sezione di Sala Consilina
Alcuni giorni fa, si è svolta la Riunione Tecnica Obbligatoria con la visita dell’assistente internazionale Francesca Di Monte della Sezione di Chieti. Arbitro dal dicembre 2001, fa il suo esordio a marzo 2002. Nel 2007 fa il passaggio di ruolo ad Assistente Arbitrale e a metà campionato esordisce in Eccellenza. Nel 2010 viene promossa in Serie D e dopo tre anni in Lega PRO.
Per Francesca è stata la prima riunione nel ruolo di ospite internazionale e il venire a Sala Consilina è di buon auspicio, come ha sottolineato il Presidente Gianpiero Cafaro durante la presentazione della serata, infatti chi negli anni l’ha preceduta (tra cui Doveri e Gavillucci) dopo la visita alla nostra Sezione sono stati promossi nella massima serie.
Durante la riunione, la Di Monte ha parlato di come l’arbitraggio forma il carattere di ogni associato e come lo “stile” arbitro lo ritroviamo in ogni ambito della nostra vita.
Partendo dalle difficoltà che soprattutto le ragazze affrontano nel trovarsi “uno contro ventidue”, la collega Di Monte ha chiesto: «Come si esce vincenti?». Trovando il modo di farsi accettare e rispettare dai calciatori. Due elementi che si ripercuotano nella vita di tutti i giorni; a scuola, tra amici, a lavoro.
Le qualità per essere un buon arbitro: la serietà, la correttezza nel comportamento e il rispettare le regole e farle rispettare. Caratteristiche che possiamo migliorare con gli strumenti che abbiamo a disposizione, preparazione atletica e regolamentare, confrontandoci con l’esperienza di chi l’ha fatto prima di noi, col materiale di studio (video, partite precedenti, racconti del collega), ma soprattutto con l’entusiasmo e la convinzione che possiamo farcela.
Un’altra qualità che l’arbitraggio offre è quella di essere sempre sotto pressione senza mai raggiungere il limite dello stress. In psicologia, è spiegato col termine resilienza, cioè la capacità delle persone di far fronte agli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà. E negli arbitri la capacità reattiva alle avversità è molto sviluppata, essendo allenati ad aspettarci l’inaspettato e reagire prendendo la decisione giusta. Ma avere un alto livello di resilienza non significa essere infallibili, ma avere grinta e forza di volontà per rialzarsi dopo uno scivolone.
La Di Monte ha concluso il suo intervento invitando i colleghi a porsi un obiettivo per poi raggiungerlo. «Ognuno di noi – ha detto Francesca – deve trovare il proprio obiettivo e preparare un piano senza mai dimenticare la fiducia in noi stessi. La testa smuove le montagne».
E nel ricordare la sua nomina ad internazionale arrivata il 4 gennaio 2016, data che ha segnato la bellissima opportunità di poter girare il mondo arbitrando (Russia, Germania, Malta, Irlanda del Nord, eccetera) ci ha lasciato il consiglio che una sua amica e collega aveva dato a lei: «Tenete i motori sempre accesi, può succedere di tutto e ricordatevi che la differenza è fatta dai comportamenti; sempre precisi, puntuali e fate che non parlino mai di voi… se non per cose positive, ma soprattutto divertitevi ed emozionatevi».
La serata si è conclusa con l’omaggio da parte del Presidente emerito della Sezione Antonio Parrella di una maiolica, opera di un artista locale, raffigurante uno scorcio di Sala Consilina e da parte del Vice Presidente Salvatore Morello di un cesto di prodotti tipici valdianesi.
Francesca Di Monte, con la promessa della maglia di gara FIFA, ha donato alla Sezione, consegnandola al Presidente Gianpiero Cafaro, la maglietta della Sezione di Chieti dove è raffigurato l’Achille a cavallo, simbolo della città di Chieti, denominato “Tino”, derivante dal nome degli abitanti “teatino”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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