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Luigi Stella e il ruolo dell'osservatore moderno

Carlo Rinaldi - 24/02/2017, 08:00

Sez. di Bassano del Grappa
Nei giorni scorsi la Sezione di Bassano del Grappa ha vissuto una serata di elevato spessore tecnico con l'ospite d'eccezione Luigi Stella, attuale Componente della CAI.
La riunione è iniziata con i saluti del Presidente Marcello Mezzasalma accompagnati da alcuni avvisi agli associati inerenti la parte tecnica/associativa e dal consueto benvenuto ai nuovi giovani arbitri, entrati ufficialmente a far parte dell'organico sezionale dopo gli esami svolti nei giorni scorsi.
Il timone della stessa è poi velocemente passato a Luigi, che ha ringraziato e salutato la folta platea, in particolare il responsabile degli osservatori del Comitato Regionale Arbitri del Veneto Danilo Campaner e alcuni colleghi veneti in forza alla CAI.
L'attenzione dei presenti è stata focalizzata subito sugli osservatori e su come il loro ruolo abbia assunto una notevole importanza nella crescita e nel giudizio degli arbitri; infatti la crescita e la rivoluzione del ruolo è stata documentata da Luigi attraverso due situazioni che riassumevano l'andamento di due arbitri e che dimostravano quindi che a fronte di alcune "insufficienze", anche gravi, durante la stagione, avevano avuto la possibilità di rifarsi e ribaltare le stesse; a testimonianza del ruolo fondamentale svolto dagli osservatori, ma anche sottolineando che la visione di insieme dell'arbitro è di "successo" quando sia la componente organi tecnici sia quella osservatori esprimono coerenza.
Luigi poi ha dedicato un pensiero ai nuovi arbitri, ai quali lui stesso ha consegnato la prima divisa da gara, esprimendo la sua emozione e lasciando agli stessi un augurio per i loro primi fischi perché "la cosa più difficile da fare nelle prima gara è fischiare, fischiare e fischiare, perché non bisogna tralasciare l'importanza di questo aspetto".
Dagli osservatori si è poi passati alle qualità richieste ad un arbitro attraverso l'analisi comparata di alcuni filmati derivanti da due gare distinte, nelle quali Luigi ha sottolineato come l'arbitro in ogni gara ha della discrezionalità e che le scelte che egli fa vanno analizzate a consuntivo, ricordando però che l'arbitraggio è semplicità e quindi non bisogna dare nulla per scontato, soprattutto in quelle situazioni in cui proprio la semplicità facilita il ruolo e le scelte.
Luigi si è poi soffermato sull'importanza del cambiamento che ha toccato da vicino il nostro "mondo" dopo la recente Circolare 1. A supporto di questa tesi ha mostrato ai presenti alcuni filmati di quelle che sembravano diventate novità regolamentari di facile attuazione, dimostrando invece che l'arbitro deve "dapprima scongelare le informazioni vecchie, acquisire le nuove e poi ricongelare il tutto" e tale processo mentale non è per nulla scontato; infatti Luigi ha portato come esempio, per l'attenta e silenziosa platea, il principio della "rana bollita" che già aveva condiviso durante il raduno di inizio anno della CAI a Sportilia, testimoniando quindi che "l'unico modo per non farsi sopraffare dal cambiamento è quello di anticiparlo", lasciando quindi i tanti partecipanti arricchiti sia dal lato tecnico ma anche da quello umano, aspetto che la nostra Associazione vanta tra i suoi pilastri portanti.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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