Associazione Italiana Arbitri

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Domenico Celi: "Il miglior allenamento è l'arbitraggio"

Tiziano Ballarin - 28/02/2017, 08:00

Sezione di Venezia
Clima cordiale, disteso ed informale. Questo il giusto mix che ha caratterizzato la recente Riunione Tecnica nella cornice della Sezione di Venezia; ospite, Domenico Celi, classe 1973, con alle spalle più di 120 partite in Serie A. Arbitro, ma prima di tutto un grande uomo, che ha saputo reagire ad un brutto incidente che lo ha visto sfortunatamente protagonista; in breve tempo, infatti, è ritornato a calcare i campi della massima categoria italiana. Passione, sacrificio, tenacia e costanza, questa la ricetta fondamentale nel nostro amato sport, ma anche un pizzico di ambizione: "Serve un po’ di presunzione, la differenza tra me e voi - prosegue Celi - è che sono stato fortunato, ma serve anche l’impegno: la fortuna va cercata ed aiutata, e questo è il modo migliore per farlo".
Lui stesso afferma che, quando ha iniziato a soli 19 anni, era un semplice studente delle superiori come la maggior parte dei ragazzi presenti  e la Sezione era ed è l’unico ambiente che permette a generazioni diverse di rapportarsi, confrontarsi e crescere insieme. Anche se con motivazioni diverse, ognuno deve aver l’umiltà di ascoltare gli altri, solo così si possono raggiungere i traguardi più ambiti.
I tempi sono cambiati, la capacità dell’arbitro, sta nell’adattarsi partita dopo partita, anno dopo anno, allo stile del gioco del calcio. È imprescindibile saper leggere e studiare ogni partita.
Una volta in Serie A si respirava una maggior tecnica, ora la fisicità di molti giocatori ha fatto sì che anche gli arbitri si adattino a questo nuovo stile di gioco. "Bisogna dedicare tempo all’allenamento, sin dagli inizi, dal polo sezionale, volendosi bene fra arbitri, perché siamo una grande famiglia" questo l’augurio che “Mimmo” Celi ha voluto fare alle nuove leve dell’ultimo corso promosso dagli arbitri veneziani.
Non sono mancati video con episodi tecnici; con l’umiltà di riconoscere i propri errori si può e si deve crescere. Se non si fa questo, come si pensa di venire accettati dai calciatori? Il consiglio di Celi è di sicuro quello di accettare prima noi stessi: solo così si potrà trasmettere serenità ma soprattutto ottenere rispetto in campo. Ascoltare e non isolarsi quindi. Allenamento per noi è arbitraggio: solo condividendo la nostra passione con i nostri colleghi, ma anche durante le partite, possiamo raggiungere e percepire nuovi stimoli e nuovi traguardi. Perché arbitraggio non vuol dire solo passione, ma vuol dire stile di vita.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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