Associazione Italiana Arbitri

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Incontro con la CAI

Giovanni Aruta - 01/03/2017, 16:53

CRA Campania
Il Presidente degli arbitri campani, Virginio Quartuccio, ha voluto fortemente organizzare un incontro dall'alto valore tecnico con il Responsabile della CAI, già Vice Responsabile del Settore Tecnico, l'arbitro benemerito Vincenzo Fiorenza della Sezione di Siena. L'incontro si è tenuto presso l'auditorium del liceo "F. Severi" di Salerno, venerdì 24 febbraio scorso. All'evento erano presenti tutti gli arbitri di Promozione e Eccellenza, gli assistenti e gli osservatori di Eccellenza, i direttori di gara e gli osservatori appartenenti alla CAI, tutti i Presidenti delle diciassette Sezioni campane e i dirigenti regionali. C'erano anche il Vice Presidente nazionale Narciso Pisacreta e gli arbitri nazionali: Carmine Russo, Marco Guida e Valentino Fiorito. C'era anche il Vice di Fiorenza, Paolo Gregoroni della Sezione di Napoli. Non poteva mancare Pietro D'Elia, che segue con passionalità le vicende degli arbitri campani, pronto a mettere sempre a disposizione la sua esperienza arbitrale.
Dopo l'intervento del Presidente Quartuccio, che ha illustrato alcuni aspetti importanti per la crescita e la formazione degli arbitri facendo capire come funziona la CAI ai propri ragazzi, in modo che gli arbitri regionali promossi sappiano come la Commissione lavora.
Poi è toccato a Fiorenza, davvero molto gradito dalla platea per competenza e passione arbitrale. Gli associati presenti hanno ascoltato attenti e entusiasti le sue parole. Ha presentato con un video la CAI e la sua Commissione ed il lavoro che ha iniziato in questa stagione.
Nella sua chiacchierata, Fiorenza ha toccato tantissimi punti sulla figura dell'Arbitro, andando ad affrontare temi in generale ed entrando nei particolari: regolamento, fuorigioco, DOGSO, condotta violenta e personalità. Si è soffermato particolarmente sull'aspetto comportamentale, entrando nel merito di come questo sia quello che ormai fa maggiormente la differenza in una prestazione arbitrale, perché influisce su tutti gli altri aspetti del direttore di gara affermando: «Essere arbitro vuol dire sentirsi così in campo, ma anche fuori. Essere arbitro è una malattia, ma è anche un esperienza che ti dà tantissimo».
Fiorenza ha poi continuato: «Io chiamo i miei arbitri "cuccioli", perché stanno iniziando a spiccare il loro volo, ma devono ancora essere seguiti in ogni passo per permettergli di esprimere al meglio le loro potenzialità. Ed a loro, ma anche a tutti voi dico di volare, ma fatelo con i piedi per terra. In ogni gara ed in ogni momento della vostra vita. Oltre alla Campania ci sono altre diciannove regioni con tutti gli arbitri d’Italia della CAI. Dobbiamo dare tutta la nostra esperienza perché la CAI è una categoria importante nella quale gli arbitri crescono e possono sognare. L'equilibro di un arbitro è importante, ma soprattutto i sacrifici e l'impegno che ci si mette».
Il Vice Presidente nazionale Pisacreta è soddisfatto dell'incontro: «Questi appuntamenti servono ai nostri giovani per far capire come si lavori a livello nazionale. Per crescere c'è bisogno di formazione e credo che l'AIA, da tempo, abbia messo iniziative in campo per migliorare le prestazioni dei nostri giovani arbitri. Bisogna continuare su questa strada, la qualità dei nostri arbitri è il fiore all'occhiello della nostra Associazione».

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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