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Di Liberatore: “Lavorare per essere uomini di valore”

Marco Marinelli - 07/03/2017, 17:20

Sezione di Ancona
Lunedì 20 Febbraio si è tenuta la undicesima riunione della Sezione di Ancona, in una serata che ha visto come ospite d’eccezione l’Assistente Internazionale Elenito Giovanni Di Liberatore, della Sezione di Teramo.
Per l’occasione erano presenti anche il Presidente CRA Gustavo Malascorta accompagnato da tutta la Commissione e diversi associati provenienti da altre sezioni.
Una grande lezione di vita quella trattata da Elenito, uomo che, con la sua simpatia e profonda esperienza, ha saputo toccare i tasti dell’emozione di ogni partecipante nella platea, in uno stimolante clima di silenzio e concentrazione alternato da aneddoti e curiosità.
Punto di partenza è stato proprio il concetto di sensazione, emozione. L’arbitraggio infatti è pura emozione.
“Bisogna lavorare per essere uomini di valore, non uomini di successo” afferma Elenito.
Per far questo, per raggiungere lo scopo, bisogna investire su se stessi. Tutti i grandi personaggi infatti sono partiti dal sogno, dal coraggio di provarci, facendosi guidare dalle sensazioni ma senza distrarsi. Steve Jobs per questo diceva di non perdere tempo vivendo la vita di qualcun altro, perché il proprio tempo è limitato.
La strada che separa ognuno di noi dal proprio obiettivo è piena di difficoltà. È sbagliato augurarsi di avere una vita facile, perché prima o poi si incontreranno comunque degli imprevisti, piuttosto bisogna sperare di avere la forza di fare una vita difficile. E il modo migliore per superare un percorso ostile è farlo con umiltà, camminando in punta di piedi.
Quando si arriva stremati dopo un periodo particolarmente complicato non bisogna mai scoraggiarsi e ricordare che dopo una salita prima o poi ci sarà sempre una discesa, in quanto il vissuto inevitabilmente dà esperienza.
Ecco il paragone col mondo arbitrale: umiltà significa darsi la collocazione giusta all’interno di una manifestazione sportiva, significa costruirsi la reputazione giorno dopo giorno con le proprie azioni, consci degli ostacoli dettati dai propri limiti. Solo così si avrà l’esperienza di saper vendere se stessi.
Bisogna difatti saper portare alla perfezione il proprio vissuto sul terreno di gioco, scendere in campo consapevoli della propria dimensione, assecondare il proprio istinto. Avere poi la forza di osare, con sicurezza perché l’affetto delle persone che ci circondano ci darà la forza di fare quello che pensavamo fosse precluso.
Il vero nemico non è l’opinione della gente, si trova nella propria interiorità ed è la paura, il timore per qualcosa che non si conosce. L’osservatore è quella persona che addentrandosi nella nostra interiorità ci aiuta e fornisce gli strumenti per identificare quel qualcosa che non riusciamo a notare.
Grazie all’osservatore si cresce, andando in campo sempre più convinti della nostra capacità e potenziale, senza paura anzi fortificati da essa.
Secondo Joshua J. Marine infatti: “Le sfide sono ciò che rendono la vita interessante, superarle è ciò che le dà significato”.
Di Liberatore infine ringrazia ancora una volta la Sezione di Ancona per la calorosa accoglienza e conclude la lezione citando Eleanor Roosevelt: “Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni”.
Dopo il saluto di Galante e Malascorta, termina quindi in uno scroscio di applausi una riunione sicuramente indimenticabile, ricca di idee e di spunti di riflessione per ciascuno dei presenti.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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