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Riunione con Gianpaolo Calvarese: "Seguite l'istinto"

Giovanni Castellano - 08/03/2017, 11:00

Sezione di Nichelino
Nella riunione tecnica obbligatoria di giovedì 2 marzo, la Sezione di Nichelino ha avuto il piacere di ospitare Gianpaolo Calvarese, arbitro appartenente all’organico di Serie A.
L’incontro è iniziato con un’interessante riflessione del collega di Teramo, che ha voluto mettere un pezzetto della propria esperienza al servizio dei tanti ragazzi presenti: “L’arbitraggio di per sé è sempre lo stesso. Ciò che distingue la Serie A dalla Terza Categoria, oltre alla velocità del giuoco, è la pressione data dal contesto. La posta in palio è ben più alta, gli interessi delle Società sono diversi”.
A qualsiasi livello, l’arbitro ha un compito estremamente difficile: decidere. Per fare ciò, deve essere preparato. Atleticamente e psicologicamente. In questo senso, la cura dei dettagli è fondamentale. “Nell’arco di una Stagione – ha spiegato Calvarese – un arbitro di Serie A guarda circa 10mila filmati relativi alla casistica regolamentare e alla tattica adottata da ogni squadra”. Si crea così un background di informazioni visive che, per rapide associazioni analogiche, torneranno utili in campo. Le decisioni assunte, di conseguenza, saranno immediate, prese “di pancia”, in poche frazioni di secondo. “Seguite l’istinto, andate diritti per la vostra strada! Non abbiate paura di sbagliare!”. Sicurezza e fiducia in sé stessi sono quindi elementi essenziali per poter prendere decisioni pesanti e in poco tempo.
L’ospite teramano ha posto molta attenzione sulla cultura dell’errore. “Un arbitro non può competere con lo slow-motion di 24 telecamere. Sbagliare capita, è inevitabile. Non vivetelo male, l’errore è la base per ripartire”. Ha poi aggiunto Luca Pairetto, che ha fatto gli onori di casa: “È il modo di affrontare gli errori che permette di arrivare in Serie A”. Insomma, sbagliamo tutti, in tutte le categorie. Ma, premesso che l’obiettivo di un arbitro è ridurre al minimo gli errori, questi, una volta commessi, devono costituire un bagaglio da portarsi dietro per migliorare.
La serata è proseguita con la proiezione di alcuni filmati, tratti da partite dirette proprio dal fischietto abruzzese. Dopo aver toccato temi squisitamente tecnici, Gianpaolo ha dato un ottimo consiglio ai giovani colleghi presenti: “Fate le cose semplici. Coglietele al volo, senza pensarci troppo. Il resto verrà di conseguenza”.
Calvarese ha concluso il suo intervento con una chicca: “Se potessi tornare indietro nel tempo, non cambierei nulla della mia carriera. Rifarei tutto, anche la Terza Categoria. Stare in Serie A è il massimo, ma l’intero percorso per arrivare fino in cima è bellissimo”. Perché nell’arbitraggio contano sicuramente preparazione ed esperienza. Ma soprattutto, servono cuore e passione.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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