Associazione Italiana Arbitri

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Una importante lezione tecnica

Silvano Olmi - 10/03/2017, 14:48

Sezione di Viterbo
Le importanti novità, introdotte di recente a livello mondiale nel regolamento del Giuoco del Calcio, hanno imposto l’emissione di ulteriori precisazioni regolamentari.
Così l’associazione italiana arbitri ha diramato una circolare per illustrare le modifiche introdotte e ha inviato nelle varie sezioni sparse in tutta Italia i componenti del settore tecnico.
Questo è avvenuto anche a Viterbo, dove venerdì 24 Febbraio 2017 Sergio Coppetelli e Cristiano Partuini, componenti del settore tecnico dell’Aia, hanno tenuto una lezione ai colleghi della Tuscia.
All’inizio della riunione, il presidente della sezione di Viterbo Luigi Gasbarri ha consegnato ai venti nuovi arbitri il distintivo dell’Aia e il libro che racconta la storia del sodalizio viterbese. Alla riunione ha presenziato Umberto Carbonari, membro del Comitato Nazionale dell’Aia.
“Dobbiamo sviluppare la nostra cultura arbitrale – ha esordito Sergio Coppetelli – che nasce e si rafforza in sezione e cresce ogni volta che scendiamo in campo. Dovete essere lucidi, avere visione di gioco e correre.”
Il giovane e preparato Cristiano Partuini, con l’aiuto di diapositive e filmati, ha illustrato le novità regolamentari. In particolare le operazioni messe in atto da alcune squadre per perdere tempo, battendo volontariamente in maniera irregolare il calcio di rinvio o la rimessa dalla linea laterale, obbligando l’arbitro a farle ripetere. Comportamenti antisportivi che vanno sanzionati con l’ammonizione.
Inoltre, Partuini ha illustrato il termine DOGSO, Deny an Obvious Goal - Scoring Opportunity, cioè il fatto di privare una squadra dell’evidente opportunità di segnare una rete. L’arbitro dovrà valutare la distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta, la direzione generale dell’azione di gioco, la probabilità per l’attaccante di mantenere o guadagnare il controllo del pallone, la posizione ed il numero dei difendenti. Inoltre, se un fallo é commesso all’interno dell’area di rigore, con la chiara intenzione di colpire il pallone, il cosiddetto “fallo genuino”, il difensore va ammonito e non espulso, in quanto la concessione del rigore ristabilisce l’opportunità di segnare una rete e l’espulsione sarebbe un ulteriore svantaggio per la squadra che si difende. Infine, se il fallo é quello di tirare, trattenere o spingere un avversario, oppure é un fallo di mano, un grave fallo di gioco o una condotta violenta, allora il difensore andrà espulso. Inoltre, sarà concesso il calcio di rigore se il fallo è stato commesso in area o un calcio di punizione diretto se commesso fuori dall’area di rigore.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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