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L’incontro con Marco Piccinini

Umberto Mancaniello e Giovanni Aruta - 13/03/2017, 12:22

Sezione di Nola
Grande emozione per gli associati della Sezione di Nola la visita dell’arbitro C.A.N. B Marco Piccinini. La serata si è aperta con un video di benvenuto, attraverso il quale si sono ripercorsi i momenti chiave della carriera di Marco.
Dopo i saluti del Presidente Vitale è toccato poi a Marco prendere la parola e la scena. Da subito il fischietto forlivese si è dimostrato molto entusiasta ed emozionato: «Questo video mi ha messo i brividi, se penso che fino a circa sei mesi fa ero lì in prima fila, come uno di voi, ad ascoltare l’ospite della mia Sezione. Il mio intento questa sera non è quello di fare l’oratore, ma vorrei trasferirvi qualcosa che vi possa far riflettere e dal quale possiate prendere spunto per spronare voi stessi». Innanzitutto Marco ha tenuto a precisare cosa significa la figura dell’arbitro: «L’arbitro è come un iceberg. La gente vede, giudica e critica solo la sua parte visibile, la punta, non sapendo che dietro tale immagine c’è un mondo fatto di sudore, fatica, delusioni dalle quali è difficile rialzarsi. Uno degli strumenti più utili in queste situazioni oltre ai familiari è sicuramente la Sezione, nella quale troveremo sempre qualcuno disposto ad aiutarci». A proposito di Sezione l’ospite ha continuato: «L’arbitro è come un puzzle formato da pezzi imprescindibili: la Sezione appunto, l’allenamento, la conoscenza del regolamento, la concentrazione e poi la fortuna, infatti, come nella vita, anche per quanto riguarda l’arbitraggio la fortuna è un elemento fondamentale, basti pensare all’episodio del mio “primo” esordio in Serie B, quando ero quarto uomo e ad un tratto mi trovai ad arbitrare gli ultimi 25 minuti di quella partita a causa dell’infortunio dell’arbitro. Ovviamente ciò che non deve mai mancare è la voglia di fare e soprattutto la voglia di andare oltre ciò che si è appena fatto».
Infatti, anche questa volta parlando di arbitraggio ma in generale alle esperienza di vita, Marco ha invitato la platea a porsi sempre nuovi obbiettivi, in quanto senza di essi, tutto sarebbe fatto senza alcun senso. Fare tutto e subito non è possibile, ma se si pensa e si cresce step by step, ponendosi sempre nuovi traguardi ed obbiettivi, ci si può divertire e soprattutto si possono raggiungere mete importanti.
Prima di dar spazio a dei filmati in cui il protagonista era lo stesso Marco, il neo fischietto C.A.N. B ha tenuto a sottolineare: «Anche il percorso arbitrale è ricco di fallimenti, delusioni, partite storte che possono compromettere stagioni. Nonostante ciò si deve essere più forti di prima, reagire e trovare il modo di fare della “sconfitta” un nuovo punto di partenza».
Spazio come detto poi ai video, e con grande umiltà Marco ha analizzato le cause di alcuni suoi errori, derivanti o da errati posizionamenti o da cali di concentrazione. In conclusione consuete foto e scambi di battute con i ragazzi più giovani della Sezione, per poi terminare con una cena a base di prodotti tipici locali e con i saluti di Marco che invita a non gettare mai la spugna, soprattutto nei momenti di difficoltà, ponendosi sempre nuovi orizzonti da raggiungere.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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