Associazione Italiana Arbitri

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Pacifici: «L’AIA è come una famiglia»

Alberto D'Alberto - 17/03/2017, 15:27

Sezione di Teramo
Grande appuntamento quello che venerdì 3 marzo la Sezione di Teramo si è voluta regalare con la presenza del Responsabile della CAN D Carlo Pacifici. Un'ora e mezza intensa, una vera e propria lezione di vita e di arbitraggio, che ha coinvolto tutti i presenti accorsi numerosi presso la Sala Consiliare della Provincia di Teramo.
Consueta apertura dei lavori da parte del Presidente Sezionale Giuseppe Di Domenico, che ha dato il benvenuto a Carlo con un video di presentazione preparato per l'occasione. Il saluto poi del Presidente è stato rivolto al Componente della CAN D Pasquale Rodomonti presente all'evento, al Vice Presidente del CRA Fabrizio Lanciani (che ha portato i saluti del Presidente Angelo Giancola e di tutto il Comitato Regionale) ed infine a tutti gli associati di Teramo.
Presa la parola, Carlo ha ringraziato la Sezione di Teramo ed ha presentato con un video le esperienze ed i momenti più significativi dell'attività arbitrale svolta alla CAN D. Il discorso parte dalla sua idea di Associazione, una vera e propria famiglia, aperta a tutte le esperienze ma sempre imperniata al rispetto delle regole, nella quale l'obiettivo fondamentale rimane la crescita di ognuno.
Carlo poi ha concentrato l'incontro su tutti gli aspetti che interessano l'arbitro, dalla designazione al termine della gara. L'importanza della preparazione alla gara, la predisposizione mentale collegata ad una adeguata condizione atletica che oggi contraddistingue la figura dell'arbitro.
Grande attenzione poi è stata riservata alla passione con la quale si svolge questa attività, ricordando che l'arbitraggio non può essere una "ragione di vita", i valori più importanti sono certamente: la famiglia, il lavoro e gli amici.
Ha fatto poi riferimento al rapporto tra l'arbitro e l'osservatore, una relazione oggi sempre più importante e formativa per tutti; ha illustrato le diverse situazioni che possiamo incontrare quando, al termine di ogni gara, si è a contatto con questa figura, l'importanza di ascoltare molto e parlare poco, il tutto accompagnato da una condotta sempre rispettosa e cortese. Diversi sono stati in conclusione gli interventi che gli associati hanno voluto rivolgere a Carlo.
Alla fine, foto di rito con Carlo Pacifici e poi tutti a cenare insieme in un ristorante poco lontano, per coronare una serata davvero eccezionale.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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