Associazione Italiana Arbitri

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Il Commissario CAI Vincenzo Fiorenza gradito ospite

Luca Cesaretti - 17/03/2017, 19:04

Sezione di Lucca
Nella riunione del 13 Marzo la sezione di Lucca ha ricevuto la prestigiosa visita del Commissario CAI Vincenzo Fiorenza che ha volentieri accettato l’invito del Presidente Ruffo e del Consiglio Sezionale e dalla sua Siena è venuto a trovare i numerosi amici lucchesi che nel corso degli anni ha avuto modo di farsi, specie durante la sua brillante carriera dirigenziale che partendo dalla CRA Toscana lo ha portato a dirigere una Commissione Nazionale importante ed impegnativa come la Commissione Arbitri Interregionale.
In una platea gremita, senza più posti a sedere, numerosi sono stati i colleghi toscani appartenenti alla CAI che hanno partecipato alla serata e che, insieme ai nostri arbitri Baschieri e Tesi e all’osservatore Baldassari, hanno voluto ascoltare il loro Commissario; ad essi si è unito anche il vicepresidente CRA Vittorio Bini ed il presidente della sezione di Pontedera Paolo Monti.
Dopo una breve premessa con cui Fiorenza ha descritto il percorso tecnico e associativo che lo ha vista pervenire alla sua carica attuale, la serata è subito stata impostata sulla didattica arbitrale.
La fama di abile oratore che precede l’amico Vincenzo non è stata smentita: innumerevoli sono stati i concetti che durante il suo intervento ha portato all’attenzione della platea. Partendo dalla figura dell’Arbitro, un appassionato dello sport e del rispetto delle regole; un punto di equilibrio in campo, amante della giustizia e portatore di "pace" durante la gara. Doti fondamentali per l’arbitro sono, secondo Fiorenza, la coerenza, la credibilità e la cura dei particolari. A esse deve essere abbinata una costante voglia di imparare per continuare a crescere per tutta l durata della propria esperienza sul campo e fuori.
L’analisi di Vincenzo ha preso in esame gli strumenti a disposizione dei colleghi per dirigere una gara: per primo il fischio, che serve per comunicare con la giusta intensità, rapidità e quantità adeguata le decisioni prese in campo. A seguire i cartellini, altro strumento di comunicazione in mano all'arbitro, da usare con la giusta determinazione, da posizione frontale guardando negli occhi il calciatore.
E’ stata messa in luce l’esigenza dell’arbitro di risultare credibile in campo, anche mediante il proprio spostamento e posizionamento; il calcio attuale è dinamico pertanto è necessario essere al posto giusto nel momento giusto, senza criteri precostituiti.
In sostanza un arbitro per prima cosa deve affermare in campo il proprio ruolo, non con chiacchiere ma con fatti: il consenso è un obiettivo da perseguire, ma si ottiene, non si cerca. per questo è necessario stabilire un concetto: “comanda solo l'arbitro in campo”, mettendo sul piatto la giusta determinazione e la necessaria “cattiveria agonistica”, non possono essere accettati comportamenti che vanno in direzione contraria.
Tutto ciò è possibile solo se alla base c’è una conoscenza perfetta del regolamento, aspetto a cui Fiorenza ha voluto dare massima importanza. Solo da una conoscenza delle regole si può partire per poi effettuare le scelte tecniche in campo e attuare una “soglia d'intervento” che dovrà basarsi su una lettura lucida della gara in base al tono agonistico che essa esprime momento per momento, per cui l’attenzione e la concentrazione dovranno essere ai massimi livelli, per avere un controllo totale degli eventi.
Arbitrare è difficile perché complesso; sta ai colleghi riuscire a scomporre i vari accadimenti in situazioni più elementari e pertanto di semplice definizione.
Fiorenza ha concluso il suo intervento, prima con due significative citazioni: “Ci vuole un gran fisico per correre dietro ai sogni” di Stefano Benni e “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni” di Eleanor Roosevelt, per poi terminare con il motto con cui ha inteso sintetizzare il suo impegno alla CAI: “ Volare con i piedi per terra”
L’intervento del commissario CAI è durato come una gara, circa 90 minuti, notevole è stata l’attenzione ottenuta: in questa “gara” l’amico Fiorenza la sua credibilità l’ha nuovamente dimostrata. La serata si è conclusa con i sinceri e affettuosi ringraziamenti al prestigioso amico Vincenzo da parte del presidente Ruffo a nome del consiglio direttivo e di tutti gli associati della sezione di Lucca.

Nella foto di copertina un momento dell’intervento del commissario CAI ed a seguire il presidente Ruffo ringrazia Vincenzo Fiorenza a nome della sezione di Lucca

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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