Associazione Italiana Arbitri

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Una serata con il componente CAI Paolo Gregoroni

Marco Rovelli - 28/03/2017, 18:30

Sezione di Monza
La Lezione Tecnica dedicata alla visita degli ospiti nazionali è sempre un’occasione abbastanza unica. Avere a che fare con chi calca, sotto ogni veste, i campi del resto d’Italia fa respirare odore di grande calcio, fa aspirare a traguardi più alti, fa capire quante soddisfazioni possa dare l’arbitraggio e quanto sia affascinante girare l’Italia per questa passione, scoprendo contesti e situazioni diversi da quelli cui si è abituati. Il primo livello in cui si può provare queste sensazioni è la CAI, Commissione Arbitri Interregionale, senza dubbio: il primo e forse anche il più particolare. Perché salendo di categoria, il calcio si uniforma un po’: rimangono contesti molto diversi, ovviamente, ma non tanto quanto può essere diverso dirigere una partita di Eccellenza a Catania e a Treviso, o in tutti quei paesi di provincia in cui gli abitanti affollano ogni domenica il Comunale, incuranti del fatto che sia solo una partita dilettantistica regionale.
È stato dunque un piacere per la Sezione di Monza ospitare il componente CAI Paolo Gregoroni della Sezione di Napoli. Dopo aver ricordato di essere affettivamente legato alla città di Monza, Paolo ha presentato in breve l’attività della Commissione Arbitri Interregionale e gli altri componenti, chiarendo i criteri di selezione degli arbitri e le aspettative che su di loro sono riposte. Mantenendo un tono informale ma molto competente, l’ospite è poi passato alla parte specificamente tecnica della lezione, attraverso la visione di video e la messa in evidenza degli aspetti salienti di alcune situazioni di gioco.
Il discorso è stato tutt’altro che astratto o incentrato su episodi rari ed eccentrici: quello che è stato mostrato sono frangenti comuni “all’ordine del giorno” per qualunque arbitro in qualunque categoria. Criticità gestite non al meglio che possono aiutare tutti a migliorare, commentate con il supporto degli arbitri giovani presenti alla serata. In particolare, Paolo Gregoroni si è concentrato su quei momenti di una gara in cui l’arbitro si crea dei problemi da sé. Dirigere una partita di calcio è già difficile, inutile complicarsi da soli la vita: questo il messaggio che ha voluto lasciare. Soprattutto, il focus è stato sulla gestione delle riprese di gioco. I calci di punizione dal limite dell’area, in particolare, sono situazioni “calde”, in cui la tensione sale e l’arbitro deve saper gestire l’ambiente. Non essere concentrati e non capire che il termometro sta salendo, porta a una inefficace gestione delle barriere e della distanza, da cui possono scaturire ammonizioni e proteste che scaldano ancora di più il contesto e lo rendono ancora più difficile da gestire.
Sempre relativamente all’evitare che una gara si complichi, il discorso di Gregoroni è virato sul metro tecnico e sulla soglia del fallo: non è vero, ed è un’idea stranamente radicata, che l’arbitro bravo è quello che tiene sempre e comunque una soglia alta e fischia pochi falli. Il miglior arbitro è quello che sa adattare le proprie decisioni e il proprio metro alle necessità della gara e al suo andamento. Essere troppo rigidi o fiscali costerà una perdita di credibilità e di accettazione.
Ultimo accenno della lezione è stato quello alla collaborazione tra arbitro e assistenti, discorso ovviamente diretto agli arbitri già a disposizione del Comitato Regionale ma in prospettiva a tutti gli arbitri che aspirano, come primo obiettivo, ad arrivare ad arbitrare in terna. È stata evidenziata l’importanza di un briefing che definisca le competenze con precisione e l’errore che un arbitro commette nel momento in cui si sovrappone impropriamente alle decisioni che legittimamente spetterebbero a un assistente, facendo così perdere credibilità e impatto sulla gara a tutta la terna.
Con gli auguri di in bocca al lupo e un omaggio dalla Sezione, la lezione di Paolo Gregoroni è terminata lasciando in tutti l’impressione di aver avuto un contatto diretto con una dimensione calcistica più ampia, a cui tutti gli arbitri monzesi sentono di aspirare.

Nelle foto: Gregoroni con il presidente Perego ed alcuni momenti della serata.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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