Associazione Italiana Arbitri

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Stefano Farina: "Bisogna sapere dove vogliamo arrivare"

Alda Hoxha - 28/03/2017, 19:30

Sezione di Novi Ligure
Serata importante quella di Lunedì 20 Marzo per i fischietti novesi. La Sezione ha avuto il grande piacere di avere come ospite della serata il Responsabile della CAN B nonché collega e amico, Stefano Farina. Le sue doti di leader carismatico e la sua esperienza derivante da anni di carriera nella massima Serie coinvolgono in ogni occasione il suo pubblico, a partire da giovani ragazzi alle prime armi sino ad arrivare a persone che, per tanti anni, hanno dedicato e dedicano tutt'ora passione e professionalità per la propria Sezione.
Stefano, davanti a tantissimi ospiti graditi ha aperto i lavori utilizzando la metafora della scuola elementare per indicare il corso arbitri e i primi passi che si muovono in questo mondo sino ad arrivare a Sportilia, l’Università di tutti gli arbitri, il trampolino di lancio verso le massime serie. Un percorso quindi contraddistinto da tanto studio e dalla consapevolezza che per arrivare così in alto vi è una strada tortuosa che porta al traguardo.
Ma come si giunge al traguardo, alla fine del percorso, all’Università, a Sportilia? “Bisogna porsi un obiettivo, bisogna sapere che cosa vogliamo e dove vogliamo arrivare. Per raggiungere un obiettivo devo conoscere la strada ed essa contempla duro allenamento, studio delle regole e pazienza. Ultimo elemento ma non meno importante: non bisogna avere paura di fallire, ognuno di noi deve essere convinto dei propri mezzi e ognuno deve credere in se stesso. Queste cose fanno l’arbitro e chi ha queste caratteristiche è il numero uno” così risponde Stefano, spronando ogni ragazzo presente in sala ed esortando tutti a non dimenticare questi suggerimenti che potranno risultare validi in ogni ambito della vita.
Di questi consigli ci si può senza alcun dubbio fidare perché sono detti da un uomo che ha esordito arbitrando i biancorossi della storica Comollo contro la Pozzolese, arrivando nel tempio del calcio, ne “la fàbrica de los suenos” al Santiago Bernabéu per arbitrare Real Madrid-Arsenal nel 2005.
In questo viaggio non mancheranno le pressioni che deriveranno dalla partita, dall’organo tecnico, dalla Sezione che crede in te, dal pubblico, dai giocatori e dai mass media, perciò un arbitro deve essere “resiliente”, ovvero deve essere capace di sopportare le difficoltà e far fronte in maniera positiva a eventi ardui, “l’arbitraggio è passione e sofferenza”.
Concetto Lo Bello, arbitro di calcio che arrivò nella massima serie nel 1954, non era affiancato dai due assistenti poiché fino alla fine degli anni ottanta non esisteva una funzione specifica per i guardalinee, solamente nel 1996 l’IFAB li ha definiti assistenti arbitrali. I tempi sono cambiati e l’arbitro non è più da solo sul terreno di giuoco: Stefano ha paragonato l’arbitro a un direttore d’orchestra il quale deve dirigere i suoi assistenti e solo facendo squadra e collaborando con questi ultimi, potrà dirigere in maniera corretta anche tutti i presenti in campo. Il direttore di gara così come il direttore d’orchestra ha un ruolo interpretativo, cioè deve conoscere in maniera precisa le regole e tale preparazione gli conferisce credibilità.
L’arbitro deve dimostrare una grande personalità e la forza di un leone, non deve far trasparire insicurezze perché potrebbero influenzare l’andamento della partita. Quando una partita non va come si desidera o quando si commette un errore, l’unico porto sicuro in cui ognuno di noi può trovare una persona che ci aiuti ma soprattutto che ci comprenda è la Sezione, una casa in cui ciascuno di noi può crescere sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista morale.
“E infine vogliatevi bene, siate felici, cercate di sentirvi adeguati perché nessuno può obbligarvi a sentirvi inferiori. Per avere successo bisogna conservare il passato ma proiettarsi al futuro, pensare quello che sarà” così Stefano ha voluto concludere la sua riunione.
E’ stata una vero lectio magistralis, una lezione tenuta da un esperto che attraverso una serie di immagini e consigli importanti ha saputo coinvolgere tutti i presenti. Il Presidente Massimiliano Fortunato e tutta la Sezione di Novi Ligure ringraziano di cuore Stefano per la sua disponibilità e il prezioso contributo.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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