Associazione Italiana Arbitri

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Formazione con il Settore Tecnico

Massimo Di Crasto - 29/03/2017, 17:15

Sezione di Formia
Riunione tecnica di grande crescita e formazione quella che si è svolta nell’Aula Magna del Coni di Formia venerdì, con la prestigiosa presenza del Settore Tecnico, a cura di Sergio Coppetelli e Cristiano Partuini. Il Presidente Francesco Nasta ha presentato alla platea numerosa di arbitri giovani i due illustri ospiti e la riunione è entrato nel vivo. Le importanti novità, inserite nella circolare numero 2 emanata dall’IFAB, hanno imposto l’emissione di ulteriori precisazioni. A prendere per primo la parola è stato Sergio Coppetelli che con la sua grande sapienza e maestria si è rivolto ai giovani arbitri incentrando il suo discorso sulla conoscenza del regolamento, paragonandolo un po’ come al giurista, che nell’atto di applicare con dovizia la legge deve saper incunearsi negli innumerevoli cavilli che essa contiene. Per Coppetelli tale conoscenza si apprende e si rafforza in sezione e con lo studio sistematico del regolamento. Subito dopo ha preso la parola, il giovane e brillante Cristiano Partuini che con eloquenza fine, ha illustrato le innovazioni regolamentari, grazie anche all’aiuto di filmati e di diapositive. Nella fattispecie, Partuini ha chiarito il termine “DOGSO”, che sta per Deny an Obvious Goal-Scoring Opportunity, ovvero il fatto di privare una squadra dell’evidente opportunità di segnare una rete. In questa precisazione fondamentale, l’arbitro dovrà valutare attentamente la distanza intercorsa fra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta, la probabilità per l’attaccante di mantenere o guadagnare il controllo del pallone, la posizione ed il numero dei difendenti e non da ultimo la direzione generale dell’azione da gioco. Inoltre, seguendo la scia del DOGSO, Partuini ha spiegato che se un fallo è commesso all’interno dell’aria di rigore, con la chiara intenzione di colpire il pallone, il cosiddetto “fallo genuino”, il difensore va ammonito e non va sanzionato con l’espulsione, in quanto la concessione del rigore ristabilisce l’opportunità di segnare una rete, e in tal modo l’espulsione sarebbe un ulteriore svantaggio per la squadra che si difende; ma se il fallo è quello di trattenere, spingere o tirare un avversario, oppure è un fallo di mano, grave fallo di gioco o una condotta violenta, allora il difensore andrà espulso e sarà sanzionato con un calcio di punizione diretto o di rigore se è stato commesso in area. Da sottolineare, ulteriormente, l'attenzione prestata dai membri del settore tecnico nel coinvolgere i neo-arbitri dell'ultimo corso, tra i meno esperti presenti in aula, ma sicuramente molto preparati sul regolamento. Ma altri argomenti oggetto di revisione della circolare numero 2 sono state oggetto di chiarimento e di lucida precisione, come le operazione messe in atto da alcune squadre per perdere tempo, battendo con volontarietà in maniera irregolare la rimessa laterale o il calcio di rinvio, obbligando il direttore di gara a farle ripetere, quei classici comportamenti antisportivi che vanno sanzionati con l’ammonizione. Alla fine del suo intervento, Coppetelli ha ripreso nuovamente la parola, concludendo con una sana “filosofia sportiva ed umana”, affermando che l’arbitro di calcio è prima di tutto un uomo e che come tale può compiere uno sbaglio, ma non bisogna mai fermarsi e continuare imperterriti fino all’obiettivo prestabilito. Un lungo e caloroso applauso della platea formiana ha suggellato una riunione ricca di spunti e di approfondimento regolamentare.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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