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La riunione con Daniele Martinelli

Eleonora Capece - 29/03/2017, 17:19

Sezione di Ciampino
La Sezione di Ciampino ha avuto l'onore di ospitare un altro illustre arbitro del CRA Lazio: Daniele Martinelli. Il giovane Arbitro della sezione di Roma 2, a disposizione della Can B, ci ha resi partecipi di una quanto mai entusiasmate riunione tecnica. Più d'uno i temi arbitrali trattati: cominciando dall'importanza di frequentare la sezione come unico grande luogo di apprendimento per poi passare alla forma fisica, anch'essa critica per la prestazione ottimale sul terreno di gioco.
Daniele ci ha poi tenuto a sottolineare un concetto importantissimo e forse spesso tralasciato: quello di rivedere sé stessi su un filmato della propria gara. Se si ha la fortuna di avere un video, anche fatto solo di singoli episodi, e non dell'intera prestazione, vederlo, cogliere le situazioni di criticità, capire i momenti che andavano gestiti diversamente; è, senza dubbio, il miglior modo per potersi migliorare.
Infine, come in ogni riunione tecnica, abbiamo studiato un po' di video. Anche questa, però, si è rivelata esperienza tutt'altro che ordinaria. Ciò che Daniele ha sottoposto all’attenzione della platea, infatti, non sono stati i classici episodi su cui normalmente si tende a focalizzare alla fine di ogni gara; come un rigore non concesso o un cartellino di troppo; egli ha invece voluto evidenziare le difficoltà che derivano, non dal classico calo di attenzione, ma dall'essersi concentrati sulle problematiche sbagliate.
Un arbitro, come viene detto di continuo, deve aspettarsi l'inaspettato. E forse l'errore più grande che possiamo fare è andare troppo in avanti nel tempo col nostro modo di prevedere gli eventi. Cercare di anticipare il gioco è corretto, sia chiaro, ma senza mai smettere di ragionare su quello che sta succedendo e, a maggior ragione, su quello che potrebbe succedere.
Riunioni come questa sono sempre una grandissima occasione di apprendimento, ma quella di lunedì con Daniele, è stata quanto mai illuminante. Non soltanto perché ha fatto ragionare i giovani Arbitri e Assistenti su una tale quantità di dettagli che riempiono ogni partita (e che purtroppo diventano irrilevanti ai nostri occhi subito dopo il triplice fischio), ma anche, e soprattutto, per la semplicità con cui li ha affrontati e per il clima familiare che ha saputo creare.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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