Associazione Italiana Arbitri

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Montesardi: “Arbitrare è una grande passione. Siate sereni”.

Domenico Levato - 11/04/2017, 10:32

Sezione di Bologna
Lunedì 20 Marzo, il Commissario CAN 5 Angelo Montesardi è stato l’ospite della RTO della Sezione di Bologna.
Appuntamento fortemente voluto dal Presidente di Sezione Aureliano che nel presentare l’ospite ha rimarcato l’importanza che il calcio a 5 ha raggiunto nel panorama nazionale ed all’interno dell’AIA. Tante le personalità presenti, tra le quali il Presidente del CRA Emilia-Romagna Sergio Zuccolini ed il componente del Comitato Nazionale Michele Conti.
Nel prendere la parola, Montesardi ha messo in risalto l’enorme contributo dato dall’Emilia Romagna alla crescita del Futsal ed ha ringraziato tutti quei ragazzi che giunti al 10° anno di appartenenza alla CAN 5 a fine stagione termineranno il loro percorso.
Per circa due ore, ha tenuto incollati alle sedie gli associati bolognesi ed emiliano-romagnoli accorsi in gran numero ad ascoltare la lezione.
Ha esordito affermando: “Essere arbitro di calcio a 5 non è un ripiego, ma una grande opportunità che l’AIA offre. È indispensabile essere umili e capire che bisogna essere arbitri piuttosto che fare l’arbitro. Il primo lo è sempre anche fuori dal terreno di gioco, è uno stile di vita, l’altro si limita a “fare” la partita, ma non sente la passione e l’importanza del ruolo, inevitabilmente il suo percorso è destinato a finire”.
Con l’ausilio di diversi filmati e con metodo “socratico”, ha interloquito con la platea facendo seguire alla visione dei videoclips, una serie di domande per suscitare nell’interlocutore curiosità e per far sì che ognuno trovasse in autonomia una risposta al quesito prima di ascoltare la risposta. Con questo approccio ha analizzato tutti gli aspetti peculiari del calcio a 5, molti dei quali indispensabili anche nel calcio a 11. Preparazione atletica, conoscenza approfondita del regolamento, concentrazione, velocità del gioco, confronto con i calciatori, importanza del contesto ambientale, gestualità, rapporto tra i due arbitri ed il team arbitrale, gestione dei momenti di crisi e dei provvedimenti disciplinari, personalità e fisicità dell’arbitro.
Dopo aver impressionato la platea per la mole dei dati che vengono raccolti e monitorati sulle prestazioni degli arbitri a disposizione della CAN 5, Montesardi ha concluso la sua lezione invitando i ragazzi presenti a porsi degli obiettivi raggiungibili, a perseguirli con tenacia e professionalità, ma soprattutto a considerare l’esperienza arbitrale come una grande opportunità di crescita umana: “Decidiamo di far parte dell’AIA da persone libere. È la passione che ci guida e ci anima, per questo non ha senso parlare di “sacrificio” nel fare l’arbitro. È indispensabile quindi coltivare la passione ed arbitrare con serenità ed il sorriso e contagiare l’ambiente nel quale siamo chiamati ad operare”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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