Associazione Italiana Arbitri

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Riunione con l’assistente CAN A Filippo Valeriani

Ilaria Cleri - 14/04/2017, 10:33

Sezione di Pesaro
Giovedì 16 marzo, presso i locali della delegazione provinciale FIGC, la Sezione AIA di Pesaro ha avuto il piacere di ospitare l’assistente CAN A Filippo Valeriani di Ravenna, accompagnato da Michele Conti del Settore Tecnico. Un breve excursus sulla carriera di Filippo che da due stagioni opera nel campionato di Serie A, dopo un percorso iniziato nei campi regionali sempre nelle vesti di assistente arbitrale. La serata è stata incentrata sugli aspetti umani e tecnici, focalizzando l’attenzione sui compiti principali cui è chiamato un assistente durante la gara. Nella prima parte della serata Filippo ha raccontato alcuni aneddoti della propria carriera professionale, ripercorrendo le varie tappe che lo hanno portato ai massimi livelli nazionali. Entrando nel dettaglio tecnico, Valeriani ha compiuto una disamina approfondita del ruolo dell'assistente arbitrale, focalizzando l'attenzione sulle insidie che possono nascondersi dietro l'espletamento dei suoi diversi compiti. Partendo dal presupposto che quella sul fuorigioco è e resta indubbiamente la valutazione più complessa e gravosa per un assistente, Valeriani, grazie all'utilizzo di filmati scelti ad hoc, è riuscito a trasmettere in modo molto efficace quali siano gli aspetti chiave per una prestazione convincente. Presupposto fondamentale per la corretta valutazione del fuorigioco è il perfetto allineamento col penultimo difendente e per raggiungere questo risultato sono indispensabili una condizione atletica eccellente, la conoscenza delle dinamiche di gioco in modo tale da non lasciarsi trovare impreparati rispetto a particolari movimenti tattici delle squadre e, naturalmente, un alto e costante livello di concentrazione. E' oltremodo imprescindibile la sintonia con gli altri componenti della terna, perché una prestazione potrà essere davvero vincente solo come squadra nel suo insieme e mai soltanto come singolo. Molto apprezzato dalla platea il fatto che per l'analisi tecnica siano stati utilizzati anche video che presentavano alcune imperfezioni, commesse durante le gare, proprio dal nostro illustre relatore: la migliore testimonianza del fatto che la condivisione, con umiltà, anche dei propri momenti meno esaltanti rappresenti un passaggio di crescita fondamentale, tanto per chi racconta le proprie esperienze tanto per chi le ascolta e le fa proprie.
Se la naturalezza è sempre il miglior biglietto da visita, Filippo si è dimostrato una persona estremamente umile e capace di trasmettere messaggi importanti sotto il profilo sia tecnico che umano, poiché per essere grandi arbitri è necessario essere umili.
Prima di chiudere la riunione, il Presidente di Sezione Luca Foscoli si è rivolto alla platea auspicandosi che ogni arbitro sappia prendere esempio da Filippo che nella sua carriera ha saputo mettersi in gioco con grande serietà e senso di autocritica, ricordando che la costante voglia di migliorarsi abbinata a spirito di sacrificio e preparazione fanno dell’arbitro un atleta completo.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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