Associazione Italiana Arbitri

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Ospite Andrea Gervasoni

Luigi Giacomantonio - 26/04/2017, 09:21

Sezione de L’Aquila
Andrea Gervasoni è l'ospite sorteggiato per la Riunione Tecnica tenutasi a L’Aquila il giorno 10 aprile. L'ex arbitro di Serie A ha al suo attivo oltre centocinquanta partite nella massima serie. Un’eccellenza arbitrale, oltre che un grande uomo, così viene annunciato Andrea Gervasoni dal giovane Presidente della Sezione, Marco Ferrone, prima di lasciargli la parola.
La riunione è stata completamente incentrata sulla tecnica, perché perfezionarla vuol dire imparare a fare le cose più semplici ed in maniera corretta, così da essere esclusi da rendimenti altalenanti ed avere una linearità arbitrale costante per tutta la stagione. Una decisione semplice, precisa è quando dare spiegazioni è una cosa spontanea.
Si incomincia con un videoclip, estratto da una conferenza stampa di Julio Velasco, icona della pallavolo maschile, nonché allenatore e dirigente sportivo argentino, in cui parla di due pedine fondamentali nel suo sport, alzatori e schiacciatori, due ruoli diversi ma che durante la gara devono combaciare perfettamente per avere una perfetta armonia tattica e finalizzativa. Importanti aspetti sono quelli dell'atteggiamento che deve essere sempre vincente e soprattutto non coltivare la cultura dell'alibi come scusa di un proprio insuccesso ma dare e fare il 100% sempre. Bisogna essere capaci di cercarsi un database mentale per ogni tipo di situazione.
Il secondo estratto è una finale olimpica del più forte atleta di tutti i tempi, Usain Bolt, che dopo un brutto errore che gli costa la medaglia nei 100 mt, solo tre giorni dopo torna in pista e crea un record mondiale che persisterà per molto e molto tempo.
Spazio poi alla visione dei filmati delle gare dove sono stati analizzati alcuni degli aspetti più significativi quali la concentrazione. Importante a tal proposito ricorda Andrea mantenerla alta tra il primo e secondo tempo perché è fondamentale. Non farlo porta ad avere blackout nei primi minuti del secondo tempo, con la probabilità di perdere qualcosa, un fallo, un rigore e si sa quanto fondamentale siano gli episodi nel nostro mestiere. Un arbitraggio proattivo porta a un grande dispendio di energie ma è necessario per migliorarsi e scalare le varie categorie. Bisogna riuscire ad avere la decisione pronta prima ancora che ci sia il fallo, sapere se è ammonizione o espulsione e quando non siamo sicuri bisogna saper seguire l'istinto, limitando così pensieri arzigogolati e complicati, sapere dove la palla sarà calciata su un calcio di punizione, fare prevenzione comprendendo la situazione e il momento, tutto questo facendolo sempre in maniera semplice.
Così si conclude la riunione, con un forte applauso dei tanti arbitri presenti che, una volta donato ad Andrea un gradito ricordo per questa splendida serata, sono andati a degustare tutti insieme alcune specialità culinarie della nostra terra.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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