Associazione Italiana Arbitri

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Riccardo Ros: "Come si arriva in ‘A’lto"

Federico Modesto - 27/04/2017, 07:48

Sezione di Treviso
Ultime riunioni per gli arbitri trevigiani, che hanno potuto accogliere con un caloroso applauso il collega Riccardo Ros, della Sezione di Pordenone, appartenente all’organico della Commissione di Serie B.
Con entusiasmo l’ospite si è addentrato nelle caratteristiche che un arbitro vincente dovrebbe avere per poter mirare a migliorarsi e a traguardi sempre più prestigiosi.
L'aspetto psicologico e motivazionale è stato uno dei punti più importanti della riunione con Riccardo a sottolineare che il talento sia assolutamente fondamentale, ma i migliori arbitri hanno dalla loro parte un impegno e abnegazione che li guidano anche nei momenti difficili. Proprio la partecipazione alla vita sezionale ha dato modo di sottolineare al collega quanto il supporto della "seconda famiglia", quella arbitrale, possa e debba essere lo spunto efficace per raccogliere le forze dopo prestazioni non cristalline e mitigare estremi positivi che possono distrarre dagli obiettivi a medio lungo termine.
La vita arbitrale corre su un filo molto sottile, dove momenti di entusiasmo e altri di delusione, rappresentati da Riccardo efficacemente anche con immagini, devono essere allineati ed equilibrati dall'arbitro con una visione matura e organica della propria vita tecnica, sempre e comunque godendo e sfruttando il supporto dei colleghi e degli amici sezionali, con un confronto continuo e pieno.
Riccardo ha voluto altresì sottolineare quanto sia importante, anche nella vita di tutti i giorni, l'appartenenza all'Associazione, che fa dell'Arbitro un punto di riferimento nella vita lavorativa e sociale, proprio per la capacità manageriale che viene messa in campo, nella gestione delle criticità, nel lavoro "psicologico" con i giocatori, nel self control e nell'automotivazione.
Tutte caratteristiche che vengono ovviamente potenziate con l'avanzare della carriera, gestendo una squadra sempre più numerosa e che deve essere omogenea nonostante l'eterogeneità naturale dei singoli componenti.
Il coraggio è stato poi il punto di arrivo di una riunione, vissuta tutta d'un fiato, grazie alle doti coinvolgenti di Riccardo. Proprio quest'ultimo punto ha dato modo ai trevigiani di discutere, toccando anche altri argomenti, con il relatore della serata, che ha sottolineato l'importanza di prendere delle decisioni che devono essere atti di responsabilità, e che costituiscono un punto focale e caratteristico dell'attività arbitrale che molto spesso viene riportato nella vita di tutti i giorni. Arbitri dentro e fuori dal campo, ovviamente supportati da conoscenza del regolamento, allenamento e ricerca della perfezione, quest'ultima difficile da raggiungere, ma faro per il miglioramento continuo.
Grande la partecipazione dei fischietti trevigiani, che con ritmo incalzante hanno discusso con Riccardo dei diversi punti, con curiosità e coinvolgimento. Uno scrosciante applauso della platea gremita, ha ringraziato Riccardo, con l'auspicio di incontrarsi quanto prima per una nuova serata di crescita.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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