Associazione Italiana Arbitri

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Gianantonio Leonforte: “Impegno è la parola chiave"

Andrea Loris Galvanin - 01/05/2017, 08:00

Sezione di Vicenza
Nei giorni scorsi presso la Sezione "G.N. Bertoli" di Vicenza si è svolta una riunione tecnica condotta dal Componente della CAN 5 Gianantonio Leonforte, associato della Sezione berica.
Presenti alla riunione un folto numero di associati vicentini, tra cui gli arbitri impegnati a livello regionale, sia del Futsal sia del Calcio a 11, il Delegato Sezionale C5 Manuel Cecchetto, l’arbitro Stefano Billo (attualmente impegnato alla CAN5) e il Presidente Antonio Barbiero che vanta un'importante trascorso come arbitro CAN 5 ai massimi livelli nazionali.
Nella prima parte della serata Gianantonio ha portato alla Sezione i saluti del Responsabile della CAN 5 Angelo Montesardi e degli altri Componenti della Commissione di cui fa parte. Subito dopo è passato a introdurre il ruolo dei vari Componenti della Commissione, il modo in cui la CAN 5 svolge la sua attività nei Campionati nazionali e come la stessa interagisce con gli altri organismi dell'AIA per formare e far crescere gli arbitri ad ogni livello: il Settore Tecnico, i Comitati Regionali e le Sezioni.
Nella CAN 5 odierna sono richiesti professionisti della disciplina e non si può pensare di raggiungere i massimi livelli senza un'accurata conoscenza del Regolamento del Giuoco del Calcio a 5, un'adeguata preparazione tecnica (“Perché in campo può succedere di tutto”) e un'ottima preparazione atletica.
Successivamente sono stati analizzati alcuni aspetti prettamente tecnici e peculiari del Futsal, ma esponendo concetti che - mutatis mutandis - possono essere traslati anche al Calcio a 11, quindi di sicura utilità per tutta la platea di attenti e partecipi ascoltatori. 
Il primo aspetto trattato è stata la "prevenzione" che si svolge sia nel pre-partita, a casa, sin dal momento in cui arriva la designazione studiando la gara, documentandosi e, se possibile, vedendo video della squadra che si andrà ad arbitrare, sia quando si arriva sul terreno di gioco e ovviamente durante la partita stessa. In particolare la prevenzione che si effettua durante la partita consta di quattro step fondamentali: richiamo, richiamo ufficiale a gioco fermo, sanzione tecnica, sanzione disciplinare. Questi aspetti non sono però sufficienti, ad essi un arbitro professionista deve associare la prossimità fisica, il tono di voce, il linguaggio del corpo e la pertinenza e l'omogeneità degli interventi adottati verso entrambe le squadre. 
Alla prevenzione si aggiungono altri aspetti che, se presenti in un arbitro, permettono di ottenere una prestazione di spessore: la tempestività degli interventi, la lettura della gara e l'impostazione della soglia del fallo con un metro omogeneo e non altalenante, l'intuito tattico per capire in anticipo lo sviluppo del giuoco, la coerenza e uniformità di giudizio, una corretta esibizione dei provvedimenti disciplinari e la gestione delle panchine. Molti sono stati gli aspetti toccati, sempre accompagnati da esaurienti spiegazioni e da molti video tecnici e didattici.
Nel finale Gianantonio ha dispensato alcuni consigli sempre utili, ossia i "trucchi del mestiere", tra cui l'andare a vedere tante partite per guardare i colleghi e capire dove sono efficaci o meno e l'uso del sorriso per sdrammatizzare e entrare in sintonia con i giocatori. Punti cardine della preparazione di un arbitro sono poi la conoscenza regolamentare, la preparazione atletica, lo studio delle tattiche di giuoco, la concentrazione e soprattutto l'impegno.
Al termine della serata si è svolta una lotteria il cui ricavato è stato dedicato al Comune di Amatrice in beneficenza.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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