Associazione Italiana Arbitri

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Aleandro Di Paolo: «Sacrificio più dedizione uguale vittoria»

Mariateresa Travascio - 05/05/2017, 17:20

Sezione di Moliterno
Mercoledì 26 aprile, nell'ambito del programma dell'Associazione Italiana Arbitri che vede la partecipazione di un Arbitro Nazionale nelle varie Sezioni d’Italia, la Sezione di Moliterno è stata ben lieta di accogliere Aleando Di Paolo, fischietto di Avezzano in forza alla Commissione Arbitri Nazionale di serie B.
Numerosi gli associati della Sezione “A. Rubino” di Moliterno che hanno ascoltato il gradito ospite che, con il suo prezioso intervento, ha fatto sentire sullo stesso piano sia i giovani arbitri che il più esperto collega abruzzese. A sottolineare l’importanza dell’evento, da registrare la presenza del Vice Presidente del Comitato Regionale Arbitri di Basilicata, nonché i Presidenti delle Sezioni di Policoro e Potenza.
Dopo una breve presentazione ed un excursus sulla carriera arbitrale dell'ospite, ad opera del Presidente di Sezione, Cosimo Damiano Cirigliano, Aleandro ha esordito con il racconto della sua stagione sportiva fatta non solo di gare, ma anche di raduni e incontri tecnici, per evidenziare quanti siano gli impegni e le attività che gli arbitri della CAN A e B svolgono durante tutto l’anno, a testimonianza di come l’arbitraggio sia anche studio e formazione continua.
Aleandro ha poi proseguito il suo intervento, con l’ausilio di alcuni filmati, soffermandosi sull’aspetto comportamentale, il quale deve essere il mantra per ogni Arbitro, caratteristica fondamentale per qualsiasi Arbitro che, nel corso di ogni gara non deve far proprie le emozioni dei calciatori. «L’arbitro – come ha spiegato Aleandro – è il fulcro delle emotività che gli girano intorno. Per questo – ha proseguito - deve essere un giudice super partes, capace di interpretare queste emozioni esterne e non lasciarsi influenzare». Per costruire questo tipo di approccio all'attività arbitrale è però necessario lavorare su se stessi, sulla propria emotività.
La seconda parte del suo intervento è stata, invece, incentrata sulla concentrazione, quale punto di studio e attenzione, in quanto la mancanza di essa rappresenta la causa determinante di errori di valutazione in campo. Spesso, infatti, quando l’arbitro sente di avere il controllo della gara si lascia sorprendere da episodi inaspettati che possono compromettere la valutazione di azioni importanti. Concentrazione, quindi, è anche capacità di dare la giusta priorità agli eventi.
In aggiunta alla concentrazione e ad un giusto approccio comportamentale, non può mancare un’ottima preparazione atletica, altro elemento fondamentale per ambire a traguardi importanti.
La figura dell’arbitro nel corso degli anni è mutata notevolmente tanto da essere considerati dei veri e propri atleti. L’arbitraggio, secondo Aleandro Di Paolo, resta un’attività difficile, fatta di sacrificio, ma anche di tanta passione e dedizione, ingredienti quest’ultimi, utili ad ognuno di noi per poter raggiungere la propria Serie A. A conclusione del suo intervento il collega abruzzese ha congedato la platea con una citazione di Ghandi: «Nulla si ottiene senza sacrificio e senza coraggio. Chi ha ragione ed è capace di soffrire alla fine vince».

Nelle foto: alcuni momenti della Riunione Tecnica.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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