Associazione Italiana Arbitri

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Il coraggio di scendere in campo

Lorenzo De Robertis - 22/05/2017, 10:28

Sezione di Valdarno
Incontrarsi e parlare, ragionare e confrontarsi su uno dei temi più importanti di questi ultimi anni. Avere il coraggio di mettersi in gioco, avere la coscienza di sapere, di cercare di capire quali molle muove un giovane verso scelte che segnano lo spartiacque di una vita intera.
Questo in poche parole il significato dell’incontro dibattito tenutosi a Terranuova Bracciolini e mirabilmente organizzato dalla Sezione AIA di Valdarno con il testa il suo Presidente Patrizio Pasqui. All’incontro dibattito, primo atto del Memorial “Luciano Giunti” che si terrà il prossimo 2 e 3 giugno per ricordare la figura del compianto ex Presidente della Sezione, arbitro internazionale e figura di spicco dell’intero mondo arbitrale negli anni settanta, hanno partecipato il Componente del Comitato Nazionale AIA Umberto Carbonari, il presidente della CRA Toscana Matteo Trefoloni, il Dirigente di Pubblica Sicurezza di Montevarchi Mauro Mancini proietti, per i Vigili del Fuoco di Arezzo Renata Lanza, l’Assessore allo Sport del Comune di Terranuova Lorenzo Puopolo, il Responsabile della Pastorale giovanile della Diocesi di Arezzo, Mons. Enrico Gilardoni. Un modo nuovo, quello escogitato dal Presidente Pasqui e dal suo Consiglio Direttivo, di coinvolgere il mondo arbitrale in riflessioni e momenti che vadano “oltre” e che ci costringano a confrontarci con il mondo reale. Il coraggio di scendere in campo vuol dire capire l’importanza di “mettersi in gioco”, capire quanto le differenti esperienze di vita siano comunque tutte racchiuse in scelte che costringono prima o poi l’uomo a porsi la fatidica domanda: bere od affogare? A questa domanda hanno risposto chi ha fatto scelte di fede e di servizio, come Mons. Gilardoni, oppure come Renata Lanza che ha portato la testimonianza dei tanti uomini e donne che dedicano la loro vita, che rischiano la loro vita, al servizio dei deboli. Toccante è stata la testimonianza di Lorenzo Puopolo, costretto in una sedia a rotelle per un incidente giovanile, che ha raccontato della sua “voglia di vivere” della scelta fatta di “continuare a vivere” della forza necessaria per guardare sempre avanti. Il componente del Comitato nazionale Umberto Carbonari nel suo intervento ha sottolineato come sia la passione il vero carburante del coraggio di scendere in campo, come il vero coraggio un arbitro debba essere capace di cercarlo dentro di sé, con tanta preparazione e con la consapevolezza che negli ultimi anni è nettamente cambiata la percezione che l’intero mondo del calcio ha della figura dell’arbitro. Nel corso del pomeriggio sono stati letti i tre componimenti che si sono aggiudicati il podio della borsa di studio per complessivi mille euro promossa dalla Sezione Valdarno e riservata a giovani arbitri. I tre finalisti sono risultati Matteo Martinelli della Sezione di Lucca, Luca Meini della Sezione di Livorno e Gabriele Saltelli della Sezione di Piombino. La classifica dettagliata sarà svelata la sera del 2 giugno in occasione della cena di gala del Memorial Giunti ed il vincitore riceverà l’assegno della borsa di studio direttamente dalle mani del Presidente dell’AIA Marcello Nicchi.
Complimenti a Patrizio Pasqui, ai suoi Vice Nepi e Tarchi e a tutti i ragazzi della Sezione Valdarno per avere avuto il coraggio di investire tempo e risorse in obiettivi che mirano alla formazione anche culturale delle giovani leve.

Nella foto di copertina la locandina dell’evento. Nelle altre foto il saluto del CRA Trefoloni, il tavolo degli oratori, la sala gremita, i tre finalisti Matteo, Luca e Gabriele, il Presidente Pasqui, il taglio della torta alla cena che ha concluso la serata.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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