Associazione Italiana Arbitri

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Giorgio Daprà: "Essere nel posto giusto al momento giusto"

Riccardo Calvara - 15/11/2017, 13:30

Sezione di Trento
Come di consueto anche quest’anno, la Sezione di Trento, ha avuto il piacere di ospitare, per prima, la visita del Comitato Provinciale, presieduto da Giorgio Daprà, egli stesso associato della sezione trentina. Il presidente Varesco ha introdotto la serata, presentando la squadra che compone il Comitato, presente in quasi tutti i suoi componenti, rimarcando la buona dose di lealtà e correttezza che caratterizzano la collaborazione tra le due più importanti compagini dell’arbitraggio trentino.
Presa la parola il presidente Daprà, ha lasciato la scena a Francesco Cirillo, componente per il C5 che ha illustrato il percorso di crescita del movimento Futsal, che con sacrificio, lavoro e impegno, si sta distinguendo in competenza e professionalità, non solo a livello regionale. Lo stesso si è augurato inoltre, che la disciplina riesca ad attrarre sempre maggiori consensi e adesioni nelle forza arbitrale della Provincia. In seguito è arrivato l’intervento di Luigi Patil, collaboratore e responsabile degli assistenti in forza al CPA, che ha sottolineato l’esponenziale miglioramento delle prestazioni dei ragazzi a sua disposizione, rimarcandone le abilità, l’abnegazione e la voglia di imparare costantemente. Ha poi proseguito lanciando un messaggio di invito, a quanti, per varie esigenze, volessero intraprendere la carriera da assistente, ruolo complesso ma fondamentale nelle dinamiche del calcio.
Giorgio Daprà ha quindi ripreso la parola, iniziando a discettare dell’argomento scelto per la sua esposizione tecnica: le riprese di giuoco. Croce e delizia dell’arbitro, secondo lo stesso presidente, sono il metro e il canone di valutazione che, al di là delle doverose disposizioni tecnico-regolamentari, permettono di esprimere un giudizio sull’arbitro che si osserva, e sulle sue doti. Intelligenza tattica, sagacia, concentrazione, capacità di esserci, decidere e rimanere in partita: ecco le doti ricavabili dalle scelte che un arbitro compie in campo nei frangenti di un calcio di inizio, di un calcio d’angolo, un calcio di punizione un calcio di rinvio, o di un calcio di rigore. Muovendosi, posizionando se stesso e la barriera, dando un occhio alla ripresa regolare del gioco e un occhio alla tempestività della stessa.
La regola fondamentale che Daprà ha fatto emergere è che l’arbitro, deve essere al momento giusto nel posto giusto. Deve essere lì, ove le dinamiche del giuoco lo richiedono, tenendo ben presenti quelle disposizioni che il regolamento ci fornisce, come posizioni idealmente efficaci, in virtù della probabilità che l’episodio accada lì ed ora, da osservarsi specie se codificate, ma senza esserne neglettamente schiavi o meri esecutori. La convincente trattazione, che ha raccolto un notevole consenso tra i presenti, è stata accompagnata dalla visione di numerosi filmati, che hanno reso in pratica quanto detto a parole, esemplificando i concetti e le posizioni espresse nel corso della serata, che tra interventi, chiarimenti e costruttive discussioni si è positivamente conclusa.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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