Associazione Italiana Arbitri

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Antonio Damato: l’Atleta, l’Arbitro, l’Uomo

Fabio Gafforini - 22/11/2017, 15:00

Sezione di Brescia
Serata di alta formazione quella che ha visto ospite della Sezione “E.Schinetti” di Brescia l’arbitro CAN A, ed ex Internazionale, Antonio Damato di Barletta. Si prevedeva una partecipazione numerosa (infatti per l’occasione l’incontro si è tenuto presso l’Auditorium della Confartigianato di Brescia) che però ha superato ogni aspettativa, con più di 200 associati provenienti anche da diverse Sezioni consorelle lombarde, ed alcuni giovani ragazzi dei due corsi arbitri che Brescia si avvia a portare a termine.
Di Antonio innanzitutto si sono potute ammirare schiettezza e umiltà, con un confronto tenuto con i colleghi in platea sempre sullo stesso livello, da arbitro ad arbitro, dimenticando le differenze di categoria. Ed è proprio questo che fa di Antonio un arbitro di categoria superiore: ricorda il suo percorso di crescita, attraverso tutte le categorie provinciali, regionali e nazionali, dalla Seconda Categoria, a quel quarto anni di CAN C quando a fine Stagione non passò e trovò la forza di andare avanti e, con la sua costanza, è riuscito poi l’anno dopo a passare alla CAN A-B e diventare, nel 2010, Arbitro Internazionale. Una doppia crescita, come uomo e come arbitro “Quando ero un ragazzino, nelle categorie provinciali, non sarei mai riuscito a mettere insieme 3 parole davanti ad un pubblico di 10 persone. Oggi ho la fortuna, dopo più di vent’anni, di poter parlare ad un pubblico numeroso come siete voi. E tutto ciò solo grazie all’esperienza maturata”.
In una serata fra amici, con argomenti di ampio respiro, sollecitato dalla platea, parla della sua esperienza da Internazionale “Ho avuto la fortuna di girare l’Europa in lungo e in largo, stadi “sold out” al 23 di Luglio per un preliminare di Europa League. Ho rivalutato l’importanza dell’inglese non solo in ambito arbitrale, ma nella vita di tutti i giorni. Sono stati sei anni fantastici e sapevo che prima o poi tutto sarebbe dovuto finire. Ma quando prima Collina e poi Messina mi chiamarono per dirmi che la mia esperienza internazionale si sarebbe chiusa, io non l’ho vissuta come una sconfitta, Anzi, adesso vivo quest’ultimo anno che mi rimane in campo con la più assoluta serenità, sapendo di aver dato tutto quello che potevo dare”. E a chi gli chiede come trovare la motivazione per andare avanti in quest’ultima stagione Antonio dice che bisogna tenere ben chiaro, da sempre, un obbiettivo fondamentale, cioè quello di ricambiare la fiducia del proprio designatore. Sempre e costantemente.
Prima di passare alla visione di alcuni filmati inerenti gare dirette in questa stagione, Antonio vuole dare dei consigli ai più giovani “Innanzitutto, avete l’età dalla vostra parte e dovete fare tutto quanto è nelle vostre possibilità perchè, come dice il detto “Chi ha tempo non aspetti tempo”. Non abbiate paura di sbagliare: siamo uomini e in quanto tali, come arbitri, abbiamo il diritto di sbagliare. Sbagliando si impara. Non abbiate paura delle critiche, chi si lamenta se ne farà una ragione. Non sia ciò una scusante, seppur non infallibili, dobbiamo conoscere al meglio il regolamento e avere una solida preparazione atletica. Siate equilibrati, trovate la giusta misura tra vita quotidiana ed arbitraggio. Ma, soprattutto, siate voi stessi, nel bene e nel male”. Ricevuto dal Presidente della Sezione AIA di Brescia un omaggio enogastronomico a riconoscenza della proficua serata passata insieme, prima di non negarsi ai numerosi colleghi che chiedevano una fotografia, un autografo o un selfie, Antonio ha voluto lasciare a tutti un ultimo messaggio: “Fate tutto il possibile affinchè un giorno non possiate arrivare a dirvi che da tutto ciò, dalla nostra Associazione, dal nostro mondo vi sia mancato qualcosa. Non datevi la possibilità di avere rimpianti”. La fortuna è stata quella di aver potuto conoscere Antonio Damato diversamente da come già era noto all’interno del campo da gioco: un atleta che a 45 anni non si nega un’ora e mezza di allenamento quotidiano sotto la pioggia battente per rispondere sempre al meglio alle varie situazioni in campo, un arbitro diventato uomo e un uomo diventato arbitro, in un percorso di simultanea crescita che lo hanno portato a diventare quello che è oggi, e che tutti, dalle sue vive parole hanno potuto percepire: un Arbitro, ma con la “U” maiuscola.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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