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Valerio Marini: passione e sacrificio

Riccardo Piovesan - 26/11/2017, 11:00

Sezione di Treviso
In una giornata insolita per le riunioni trevigiane, la Sezione di Treviso ha avuto modo di accogliere il sorteggiato ad inizio anno dal Comitato Nazionale, ovvero l'arbitro Valerio Marini di Roma 1. Valerio è un arbitro a disposizione dell'organico della CAN B in cui milita da tre anni, dopo un lungo percorso in Serie D e Lega Pro. Lo scorso anno è inoltre riuscito a coronare il suo sogno di arbitrare in Serie A, durante il match Udinese-Cagliari.
L'oratore ha voluto raccontare alla platea trevigiana le proprie esperienze non dal punto di vista tecnico, bensì sotto il profilo mentale/comportamentale, focalizzandosi su molti aspetti che per un arbitro dovrebbero essere basilari, ma che speso vengono affrontati con molta superficialità.
La particolarità stava nel fatto che ad ogni concetto è stata abbinata una citazione di alcuni personaggi del mondo dello sport e non solo, allo scopo di riassumerlo e poterlo comprendere con più facilità.
"Essere arbitro: fare il massimo con umiltà ed entusiasmo superando ogni ostacolo, seguendo una passione": questa la frase con la quale ha introdotto l'incontro, per poi passare alla domanda principale, fulcro della riunione, ovvero: "Da che cosa è ottenuto il potenziale di un arbitro?". La risposta è stata molto semplice: è dato dalla somma del livello attuale più tutti i miglioramenti che si fanno durante l'anno. I progressi sono quelli che fanno la differenza e partono dalla voglia che ha ognuno di noi di migliorarsi, alla grinta che ci mettiamo nel fare ogni cosa, alla determinazione di raggiungere un obiettivo e all'allenamento, che sta alla base di ogni arbitro moderno e di chiunque voglia ambire ad un posto di livello nazionale.
Valerio si è poi soffermato sulle rinunce di un arbitro, gli ostacoli che può trovare, la costanza, l'impegno. Ha inoltre sottolineato l'importanza dello studio del regolamento, della partita, e della preparazione agli eventi durante il gioco, prevenendo così errori nelle decisioni, con uno scambio di informazioni continuo e formativo tra i fischietti.
Per concludere, l’ospite ha voluto marcare quanto la concentrazione e la pressione durante la gara, ma anche in altre circostanze, sia fondamentale e quanto sia importante mantenere sempre un pensiero positivo, anche nei momenti più difficili. A questo proposito ha lasciato alla platea un messaggio di Stefano Farina, suo organo tecnico per molti anni nelle varie commissioni, su che cos'è l'arbitraggio racchiuso in due parole: sacrificio e sofferenza.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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