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Dobosz: “Sacrificio, abnegazione e passione”.

Massimo Di Crasto - 18/12/2017, 08:00

Sezione di Formia
La Sezione di Formia ha ospitato presso la sua sede del Centro Olimpico Nazionale “Bruno Zauli” due ospiti di caratura nazionale, il Responsabile del Mentor&Talent Odoardo Marcellini e Giulio Dobosz, Assistente Arbitrale alla CAN A.
Il Presidente Francesco Nasta, da buon padrone di casa, ha presentato i relatori della serata alla folta platea accorsa per l’importante evento. Nella prima parte della riunione tecnica, Marcellini è intervenuto sull’attenzione e la cura dei particolari, facendo visionare ai giovani arbitri sud-pontini numerose slide che ravvisavano terreni di gioco non in perfette condizioni, maglie dei calciatori confondibili e tanto altro prezioso materiale didattico. Edoardo ha inoltre sottolineato gli aspetti nodali che un buon arbitro deve esaminare prima del fischio di inizio, dal controllo delle distinte di gara (aspetto di considerevole importanza ai fini della gara), la segnatura del terreno di gioco, ultimando il discorso sulla compilazione del referto di gara, che rappresenta la fotografia istantanea della gara.
“L’arbitraggio si costruisce passo dopo passo, con la cura dei particolari in qualunque categoria si svolga, dai giovanissimi alla serie A”, è il diktat di Marcellini, e proprio per questo sin dalla base acquisire alcuni concetti indispensabili, conditio sine qua non per poter ambire a traguardi apprezzabili. Nel suo eloquio, ribadendo più volte il concetto di “cura dei particolari”, Marcellini ha posto come ulteriore componente qualificante l’arbitro, la preparazione atletica, che in un calcio in continua evoluzione non può e non deve essere tralasciata.
Successivamente ha preso la parola Dobosz che con slancio ricco di contenuto e di esperienza, ha voluto condividere con i giovani arbitri le tappe più importanti della sua carriera arbitrale sin dalle categorie provinciali avvalorando tesi nobili come: “sacrificio, abnegazione al lavoro e passione”, qualificandole tutte come delle costanti in questo sport totalmente irrinunciabili per la buona riuscita e l’ottenimento di successi sportivi. L’intervento ha seguito come filo conduttore cinque vocaboli elencati su una slide, quali: “Concentrazione, determinazione, energia mentale, attivazione mentale e sicurezza in sé stessi”. “La concentrazione – ha spiegato Dobosz – è il motore che accende in un arbitro il desiderio di scendere in campo, la determinazione vuol dire essere convinti in quello che si fa nel migliore dei modi possibili, l’energia mentale e l’attivazione mentale sono l’uno imprescindibile dall’altro, attivarsi sin da quando perviene la gara su sinfonia4you, e infine essere sicuri di sé stessi, senza avere timore di sbagliare, perché – sostiene Dobosz – solo sbagliando si impara, e si può ripartire più forti e più caparbi”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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