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La CAN D riunisce “la squadra” a Bologna per lo stage di metà campionato

Simona Tirelli - 04/01/2018, 22:00

Si è aperto nella mattinata di oggi a Bologna lo stage di metà campionato riservato a tutti i ruoli della CAN D. La tre giorni, cosi come strutturata dal Responsabile Matteo Trefoloni e dalla sua Commissione, si compone di un fitto programma che prevede sessioni separate, prima per assistenti, poi per arbitri, infine per osservatori. Oggi è stata la volta del nutrito gruppo di assistenti: appuntamento mattutino sul campo per i test atletici, con le prove di sprint 5x30 e agility 10-8-8-10 che hanno saggiato velocità e resistenza, caratteristiche essenziali per il buon operato di un assistente.
Nonostante il periodo natalizio appena conclusosi, la Commissione è rimasta soddisfatta dei risultati ottenuti, confermando la buona preparazione atletica del proprio gruppo.
Dopo il pranzo, si è aperto ufficialmente il raduno, con la proiezione di un video “cartolina” con immagini riguardanti il raduno estivo a Sportilia, che ha coinciso con l’ultimo appuntamento trascorso insieme.
Matteo Trefoloni, dopo il saluto di benvenuto rivolto ai presenti anche a nome di tutta la Commissione, ha voluto richiamare a ciascuno la meta verso cui tendere, ovvero diventare una squadra. “Oggi siete qui presenti come un insieme di individualità che deve intraprendere la strada che porta a diventare un gruppo. È un problema fare un percorso in solitaria perché ci sono ostacoli difficili da superare da soli, ma possibili se si cammina insieme. Siamo qui per arrivare ad essere un gruppo, una squadra, e quando dico ‘squadra’ intendo dire ‘la squadra’ della CAN D”.
L’obiettivo di tutti i presenti in sala resta sempre quello di poter accedere alla categoria superiore e per fare questo occorre sudare, farsi in quattro, studiare e farsi trovare preparati.
Buona parte del pomeriggio è stato impiegato nella visione di video di gare disputate nella prima parte della stagione ponendo l’attenzione su aspetti cruciali: collaborazione arbitro-assistente, team work, allineamento, concentrazione. Alcuni dei protagonisti sono stati invitati a commentare gli episodi proiettati, dando il proprio punto di vista e il momento vissuto sul terreno di gioco. Si è puntato moltissimo sulla costruzione di una squadra, intesa proprio come un rapporto “win win” per arrivare ad avere il massimo dialogo e la massima intesa avendo come scopo ultimo l’assunzione della decisione corretta.
Andare in campo per non sbagliare il fuorigioco, essere perfetti nella collaborazione e nell’allineamento: queste le priorità degli assistenti della CAN D.
“Quello a cui puntate è fare bene, ma fare bene non basta! – Ha detto Trefoloni concludendo i lavori della giornata. – Si può lavorare per fare le cose bene, cose ottime, cose eccellenti o cose perfette, ed è sempre il massimo quello a cui voi dovete tendere, cioè la perfezione”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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