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Iniziato il raduno CAI, Gervasoni: "Voglio gente che si elevi dalla media"

Daniela Fagliarone - 19/01/2018, 22:19

Anche la Commissione Interregionale è giunta all’appuntamento di metà Stagione, una due giorni che si concluderà nel pomeriggio di domani. A Tivoli si sono svolti innanzitutto i test atletici sotto l’occhio vigile dei preparatori atletici e di alcuni Componenti. Mentre gli arbitri erano sul campo, gli osservatori hanno iniziato i lavori in aula con la visione di 50 episodi di una gara di competenza della CAI. Dopo il pranzo, gli stessi sono stati divisi in sei gruppi per commentare la prestazione dell’arbitro della gara vista precedentemente. Per ogni gruppo, guidato da un Componente, un membro ha poi dovuto simulare il colloquio in aula con gli altri colleghi. A seguire gli osservatori sono stati Maurizio Viazzi, Salvatore Occhipinti, Gustavo Malascorta, Renato Buda, Valerio Caroleo e Paolo Gregoloni.
Gli arbitri, invece, sono entrati nel vivo del raduno con Gianluca Cariolato, Tiziano Reni, Diego Roca, Raffele Giove, Andrea Guiducci, Andrea Marzaloni e Nazzareno Ceccarelli, commentando diversi episodi avvenuti dall’inizio della Stagione in materia di impraticabilità del terreno di gioco, equipaggiamento dei calciatori, attenzione nella compilazione del referto, numero minimo dei calciatori e, in generale, la cura dei particolari perché ogni cosa che l’arbitro fa da quando arriva al campo si ripercuote sul resto della gara.
Il Responsabile Andrea Gervasoni, dopo aver esposto l’andamento della Stagione, ha incitato gli arbitri a migliorarsi. «Dentro di voi – ha detto - avete una capacità di crescita esponenziale: dipende solo da voi». La Commissione durante la Stagione analizza per i ragazzi numerosissimi episodi e, come dall’inizio dei campionati, invita gli arbitri a mandare ulteriori video per essere commentati insieme al fine di una crescita comune.
Ospite nel corso del pomeriggio il Responsabile della CAN D Matteo Trefoloni, il quale ha preparato gli arbitri ad affrontare il passaggio nella categoria successiva. «Non esiste una seconda possibilità di fare una prima impressione; questa esperienza non è un viaggio in prima classe – ha proseguito usando la metafora del treno – ma è lavoro e fatica; successi e insuccessi; non è un gioco, è come essere trapezisti senza la rete di protezione: ogni errore può essere fatale». Per arbitrare, ha concluso Trefoloni, servono «forza, convinzione e presenza».
Come di consueto, arbitri ed osservatori hanno poi effettuato separatamente i quiz tecnici alla presenza di Vincenzo Meli e Domenico Archinà del Settore Tecnico.
Il pomeriggio si è chiuso con la visione filmati per aiutare a migliorare la valutazione tecnica degli interventi, la gestione delle proteste e le modalità con cui vengono dati i provvedimenti.

In copertina: Gervasoni agli arbitri in aula. A seguire: due momenti dei test atletici; gli arbitri in aula; lavoro in gruppo degli osservatori; gli osservatori durante la simulazione del colloquio; l’intervento di Trefoloni; l’esecuzione dei quiz regolamentari.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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