Associazione Italiana Arbitri

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Paolo Tagliavento: “Niente è impossibile”

Riccardo Calvara - 26/01/2018, 13:00

Sezione di Trento
È con enorme piacere che la Sezione di Trento ha avuto l’onore di ospitare presso i propri locali Paolo Tagliavento, illustre collega che non ha bisogno di alcuna presentazione.
È stato il Presidente Varesco, da buon e solerte anfitrione, a introdurre la serata ai numerosissimi presenti: molti sono stati gli associati accorsi dalle altre Sezioni trentine, oltre che da quelle altoatesine, ad ulteriore dimostrazione della sola distinzione geografica fra le due anime arbitrali esistenti in Trentino-Alto Adige. Un secondo benvenuto fra le montagne è giunto dal Presidente della FIGC trentina Ettore Pelizzari, il quale ha tenuto a sottolineare l’ottimo rapporto esistente fra i vertici federali provinciali e la componente arbitrale. La possibilità di cui ha goduto la Sezione di Trento, nell’ospitare un arbitro del calibro di Paolo Tagliavento, si inserisce, come sottolineato dal Presidente Varesco, in un progetto di sempre più ampio respiro, fortemente voluto dalla presidenza Nicchi.
Paolo, nel prendere la parola, ha tenuto a sottolineare come in realtà non si debba percepire un reale distacco o discrasia alcuna fra l’amministrazione centrale e le singole realtà locali, poiché quando ci si trova in compagnia di altri colleghi, assieme ad altri arbitri, di fatto ci si sente come a casa, avendo ben cara e custodendo nel cuore la propria Sezione madre, piccola casella di un grande insieme.
Diventare arbitri, nelle parole del fischietto umbro, è quasi una similitudine della vita, il comperare un singolo biglietto della lotteria: ogni singolo ragazzo o ragazza, quando si iscrive al corso arbitri, acquista un tagliando per l’estrazione finale, auspicando che il biglietto posseduto sia quello vincente, quello che consenta di assaporare le grandi emozioni della Serie A, consci che nulla risulta impossibile per quanti lo desiderano e lavorano per costruirlo. Tante sono le percezioni che accompagnano ciascun direttore di gara nella sua vita arbitrale ed associativa, consci del fatto che nulla giunge per opera divina dal cielo, quanto piuttosto che ciascun obiettivo, la “propria” Serie A, è frutto di un lungo e sapiente cammino. Ciascun errore compiuto, rappresenta il momento utile per poter costruire un grande bagaglio di esperienza, il filo di luce che consente di poter dominare sapientemente ciascuna gara successiva: è lì si nasconde la grande occasione di crescita e di conoscenza arbitrale.
In tal frangente, fondamentale è, per la vita di ciascun associato, giovane o anziano che sia, l’apporto della propria Sezione, per i giovani luogo di ascolto e di formazione, per gli anziani luogo di scambio e di trasmissione delle conoscenze, per tutti porto sicuro di quiete e di tranquillità: è sempre doveroso tenere conto del proprio valore, “un conto è parlare di tori, un altro è stare nell’arena”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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