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Gli associati vastesi hanno accolto Di Martino della CAN B

Marika De Notaris - 26/02/2018, 10:00

Sezione di Vasto
Lo scorso 12 febbraio, presso i locali sezionali, la Sezione di Vasto ha ospitato l’arbitro di Serie B, Antonio Di Martino della sezione di Teramo.
Dopo essersi presentato, il relatore ha condotto una brillante ed innovativa riunione riflettendo su cosa voglia dire essere arbitri e mettendo in relazione il ruolo dell’arbitro e quello dell’artista, mantenendo sempre molto alta l’attenzione.
Nella prima parte della riunione, Di Martino ha colloquiato con i presenti chiedendo quali potessero essere i punti di incontro e le somiglianze tra arbitro e artista e, successivamente, anche con l’ausilio di alcune slide, ha esposto la sua tesi a dimostrazione che questi abbiano vari punti in comune. In effetti l’artista si forma nella bottega d’arte come l’arbitro si forma nella Sezione. L’obiettivo dell’artista è la tela perfetta, che per l’arbitro è rappresentata dalla partita perfetta, ma entrambi non lo potranno mai raggiungere perché nessuna tela sarà mai perfetta per l’artista come nessuna partita lo sarà per l’arbitro: c’è sempre da migliorare. Altri punti in comune che l’arbitro ha con l’artista sono ad esempio la creatività, la tecnica, la passione, il coraggio e la responsabilità, l’impegno e il sacrificio, il carattere, le ambizioni ecc.
Nella seconda parte della riunione, prendendo spunto da alcune slide raffiguranti tre opere d’arte appartenenti a stili diversi, Di Martino ha messo in relazione le diverse sensazioni che le opere provocavano alla loro visione, con video di sue partite. La prima opera, “La Città ideale”, è caratterizzata da precisione, equilibrio, fiducia, prospettiva ed innovazione. Quest’opera è quella che più si potrebbe avvicinare alla partita “perfetta” dell’arbitro, che gestisce la gara nella maniera più adatta ed efficiente. Le altre due opere, “L’Urlo di Munch” e “Guernica di Picasso”, provocano forti emozioni nello spettatore che spesso rimane confuso e distratto dall’opera, caratterizzata dalla frenesia, da spazi non definiti e da linee confuse. Queste due opere possono essere messe in relazione con una partita non eccellente dell’arbitro, che subisce un crollo psicologico, un calo dell’autostima e un forte stress tale da comportare il commettere di errori che possono essere significativi durante lo svolgimento della gara.
Al termine della riunione il Presidente della Sezione, Mario D’Adamo, ha omaggiato Di Martino con un tris di vini del vastese.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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