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Domenico Celi, esempio di passione per l’arbitraggio

Andrea Porello - 02/03/2018, 09:00

Sezione di Bra
Fare l’arbitro significa entrare a far parte di un’associazione in cui, sebbene ruoli e categorie siano ben distinti, si può dare del “tu” anche a chi si trova ben più in alto. Gli arbitri della Sezione di Bra lo hanno sperimentato Mercoledì 21 Febbraio, quando è stato infatti loro ospite Domenico Celi della Sezione di Bari, per undici anni arbitro in Serie A e attualmente componente CAN D, che nella cornice della gremita sala dell’auditorium “G. Arpino” ha condotto una riunione tecnica, portando ai “fischietti” braidesi la sua esperienza.
In serata, ad accogliere il prestigioso ospite, una numerosa platea composta, oltre che dai “fischietti” braidesi, anche da alcuni colleghi di altre sezioni, dai Mentor UEFA Fabrizio Malacart (Torino) e Pier Giorgio Alesso, e da Francesco Gualtieri di Asti, in rappresentanza del Comitato Regionale. Dopo il benvenuto del Presidente Massimo Marengo, Celi inizia il suo intervento mostrandosi subito alla mano e molto diretto nel parlare di tutti i temi da lui toccati. Numerosi gli aspetti del mondo arbitrale che prende in considerazione, con aneddoti personali e non: la determinazione, lo spirito di sacrificio, la forza di volontà indispensabile per riprendersi nei momenti peggiori della carriera arbitrale ma anche della vita, ricordando gli infortuni e incidenti che lo hanno colpito negli anni di permanenza in CAN A. Poi un pensiero rivolto ai giovanissimi arbitri dell’ultimo corso, spronandoli sempre ad aspirare al massimo, che non vuol dire per forza arrivare in Serie A: li ha invitati a raggiungere la “loro” Serie A, cioè il massimo personale, che si raggiunge dando sempre tutto e rimanendo se stessi, con il giusto equilibrio tra ragionamento e istinto, tra umiltà e autostima.
Non è stata, insomma, una riunione tecnica come le altre: non ci si è concentrati su una regola in particolare o sull’analisi di episodi, bensì si è trattata di una vera e propria testimonianza, sincera ed autentica, di passione per l’arbitraggio.
Una passione rimasta immutata nel tempo, dalle prime partite “e a quel mix di ansia e gioia nell’aspettare la designazione” all’ultima gara diretta il 27 maggio 2017, Atalanta-Chievo, una partita “che volevo non finisse mai”.
Una passione che non si spegne, che continua più forte di prima: lo si capisce quando una mano si alza e chiede “Ti sarebbe piaciuto arbitrare col VAR?” La risposta arriva ancora prima del punto di domanda, ed è un sì decisissimo: “Mi sarebbe piaciuto arbitrare sempre, con o senza VAR: se fosse per me, tornerei in campo adesso”.
Concludendo il suo intervento, ancora un incitamento ai ragazzi (giovani e meno giovani) braidesi: mai sentirsi arrivati, ma darsi un obiettivo e lottare al massimo delle proprie forze per raggiungerlo: i tempi cambiano, ma la passione e l’ambizione devono restare le stesse. Gli associati hanno instaurato un bel dialogo con Celi, durante il quale non hanno risparmiato domande e curiosità: da come gestire al meglio le difficoltà ad aneddoti sulla carriera del loro illustre ospite. “Mimmo” Celi naturalmente non si è sottratto e ha risposto a tutto, per poi concludere con le foto di rito.
L’incontro con un ospite del calibro di Domenico Celi è stato sicuramente proficuo per gli associati di Bra, un’occasione di crescita sia tecnica che umana; ricevere consigli e spunti da un collega così importante, ha spronato ancora di più gli animi di tutti i partecipanti, che domenica, con magari ancora in testa le parole e i consigli di questa serata, riprenderanno il loro cammino, fatto come sempre di fatica, impegno, dedizione e serietà, puntando sempre al massimo: solo così si raggiungono i traguardi.

(Foto di Davide Saglietti)

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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