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Calvarese della CAN A e il fattore umano nell'arbitraggio

Ferdinando Insanguine Mingarro - 04/03/2018, 12:34

Sezione di Barletta
Lo scorso 21 febbraio, gli associati della Sezione di Barletta hanno affollato con grande entusiasmo la sala riunioni per accogliere al suo interno l'arbitro di Serie A, Gianpaolo Calvarese.
Nella presentazione del relatore ospite, il Presidente di Sezione Filannino, oltre a descrivere il curriculum arbitrale di Calvarese, ha posto in evidenza l'importanza di incontri come questo, fortemente voluti dai vertici nazionali dell'Associazione: «Da tanti anni ormai l'AIA ci dà la possibilità di confrontarci con suoi i protagonisti di spicco; sappiate cogliere – ha affermato Filannino, rivolgendosi in particolare ai più giovani in sala - ogni spunto, consiglio ed esperienza che Gianpaolo condividerà con noi».
Consigli e, soprattutto, esperienza. Parte proprio da qui l'intervento di Gianpaolo Calvarese il quale, con grande umiltà ed intelligenza, ha confidato di aver imparato ed imparare ancora tanto da ogni collega ed in particolare dai più esperti tra cui Nicola Rizzoli, Paolo Tagliavento ed il barlettano Antonio Damato, con cui ha avuto e ha la fortuna di condividere la direzione di gare di altissimo livello. Ecco, dunque, che il fattore umano nell'arbitraggio si presenta come una pietra angolare, in grado di costituire un valore aggiunto nella formazione di giovani e veterani direttori di gara.
Non a caso, con il suo discorso Calvarese ha proseguito su questa linea e, calamitando l'attenzione di una folta platea di arbitri e dirigenti nazionali, regionali e locali tra cui Antonio Damato ed il Componente del Comitato Nazionale Maurizio Gialluisi, si è concentrato sul più classico dei "difetti umani", l'errore. «Gestire e conseguentemente metabolizzare un errore – ha evidenziato l'arbitro di Terni - è una delle precipue virtù che un direttore di gara dovrebbe avere».
È evidente che, per arrivare ad un siffatto risultato, lavorare su se stessi, sull'arbitro - uomo, mediante un training psicologico, è necessario. Peraltro, è altresì fondamentale prevenire il sopraggiungere di un errore e, in tal proposito, gioca un ruolo fondamentale la preparazione tecnica e tattica ad una gara dell’intera squadra arbitrale. «Per evitare un errore dovete sì essere preparatissimi tecnicamente, ma il team arbitrale deve essere anche perfettamente a conoscenza dei dettami tattici delle squadre e, soprattutto, concentrato su ogni dettaglio e sino all'ultimo secondo».
La riunione, lungi dal presentarsi come un monologo di Calvarese, è stata resa dallo stesso interattiva e partecipata attraverso l'intervento di numerosi giovani arbitri a cui, tra le altre cose, il direttore di gara di Terni ha mostrato diversi filmati contenenti episodi di gare da lui dirette ed un video motivazionale.
Al termine dell'incontro, grande soddisfazione sul volto di tutti gli associati e nello specifico del Presidente di Sezione Savino Filannino il quale, oltre ad omaggiare Gianpaolo con un presente ed una targa ricordo, ha sottolineato che «le riflessioni che oggi Gianpaolo ha condiviso con noi danno l'idea del suo spessore tecnico, ma soprattutto umano. Stasera abbiamo arricchito il nostro bagaglio personale e, da domani, saremo in grado di rendere ancora di più sui terreni di gioco».

In copertina, Calvarese durante il suo intervento. In gallery, diversi scatti durante l'attività della riunione e la fase finale della stessa, con lo scambio di targa celebrativa e presenti

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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