Associazione Italiana Arbitri

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Il saluto di un arbitro italiano a New York

Steve Levy - 23/06/2005, 18:09

ABBIAMO RICEVUTO IN REDAZIONE UNA LETTERA, CORREDATA DI ALCUNE FOTOGRAFIE, CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO


"Cari colleghi,

stato davvero un'onore per me far parte dell'A.I.A. per diversi anni quando risiedevo a Milano. L'esperienza vissuta sui campi italiani fino alla Promozione mi ha insegnato tanto, e comunque l'arbitraggio rimane la mia passione preferita sin da quando ho cominciato a praticarlo nel 1995, grazie al mio istruttore Carlo Calvi che tuttora e' il presidente della mia amata sezione. Recentemente ho arbitrato un torneo amatoriale di calcio a 5 a Great Neck, una frazione di New York. 35 gare molto intense, con giocatori di tutte le eta', tutte dirette dal sottoscritto. Innanzitutto c'e' da considerare il fattore lingua. Ho avuto la fortuna di frequentare per anni una scuola inglese in Italia che in questo senso mi ha facilitato nella comunicazione con i calciatori. Arbitrare indoor non e' affatto semplice e la preparazione atletica l'ho curata minuziosamente nel mio tempo libero. Inoltre l'agonismo in campo a volte si faceva sentire e solo il bagaglio di esperienza maturata nei miei anni all'AIA mi ha consentito di far fare in generale una bella figura alla nostra scuola arbitrale ricevendo spesso i complimenti dei giocatori a fine partita. In occasione della finale mi e' stata consegnata una targa con dedica in mio nome in segno di riconoscimento e gratitudine per l'attivita' svolta senza alcun tipo di compenso economico, che tra l'altro mi era stato offerto, ma che ho deciso di non accettare. Per me era solo un divertimento e lo sara' sempre. Negli Stati Uniti il calcio, ahime', non e' lo sport preferito dai maschi ma e' molto popolare a livello scolastico e universitario e non a caso la nazionale femminile statunitense e' una delle piu' quotate a livello mondiale.
In conclusione, un'abbraccio affettuoso a tutti gli associati d'Italia, augurandovi di raggiungere i traguardi importanti che meritate per la dedizione ed i sacrifici che l'arbitraggio richiede".

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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