Associazione Italiana Arbitri

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Dall'italia alla Turchia: arbitri a confronto

04/10/2005, 17:34

Proprio così! Dall’Italia alla Turchia, un curioso confronto tra due realtà diverse unite dalla stessa passione: IL CALCIO!
Ancora una volta, uno tra gli sport più acclamati del mondo è protagonista di una singolare vicenda che accosta persone provenienti da culture diverse che però investono lo stesso ruolo: L’ARBITRO!
In particolare il parallelo nasce tra un arbitro italiano, Marcello Mezzasalma della sezione di Bassano del Grappa, (a disposizione dell’organico CAI 5) e la sezione arbitri di Bartin, Turchia.
Lo stesso Mezzasalma, è anche sindaco dal 2004 del suo paese, Fontaniva (Padova), che come comune ha articolato sin dal 2002 il progetto Paflagonia, una ricerca nata dall’interpretazione del Professore Ugo Silvello su alcuni poemi Omerici che raccontano degli eneti (antichi veneti che accorsero in aiuto ai troiani nella guerra contro i greci). Sono emersi da questi studi diversi particolari del viaggio affrontato dai nostri predecessori e in seguito a questo, un gruppo di ciclisti vollero ripercorrere la strada fatta per arrivare in turchia.
Ecco, il motivo che unisce il comune di Fontaniva con i le città turche di Bartin e Amasra, nelle quali sono stati ritrovati anche dei reperti archeologici che risalgono all’età romana e del loro restauro si è occupato sempre il sopra citato comune di Fontaniva (progetto promosso dal comune, la provincia e l’università di Padova). Questa serie di eventi, ha spinto Mezzasalma, in veste ufficiale a recarsi in Turchia lo scorso 16 maggio per visionare l’evolvere dei lavori e stabilire le pratiche del gemellaggio nato tra questi paesi.
In veste di arbitro però, Mezzasalma sente il desiderio di conoscere eventuali colleghi del paese e magari poter visitare la sezione locale di Bartin.
Dopo aver contattato il presidente di sezione, Raffaele Cecchin, riceve l’incarico di porgere ufficialmente un saluto d’amicizia da parte della sezione AIA di Bassano del Grappa alla sezione Bartin. Il 22 maggio è stata organizzata la visita ufficiale di Mezzasalma alla sede degli arbitri turchi, presenti il presidente di sezione Mujdat Kirkaja, il presidente della federazione turca Faik Kapsiz e gli arbitri più in vista del loro organico.
L’accoglienza è stata molto calorosa, in seguito a un rinfresco si è svolta una riunione tecnica e, grazie ad un interprete sono riusciti a creare un raffronto tra il mondo arbitrale turco con quello italiano, desiderosi di conoscere tutti i dettagli sulla realtà arbitrale italiana, ci rendono omaggio mostrando di conoscere il nostro rappresentante massimo Pierluigi Collina.
Da questo colloquio è emerso che l’organizzazione e soprattutto l’essere arbitro non ha differenze sostanziali anche oltrepassando i confini nazionali, molta serietà e dedizione per l’attività arbitrale e periodici gli aggiornamenti che rendono attiva la loro vita sezionale. Hanno rappresentanti a livello locale e regionale e, partecipe all’evento anche un giovane emergente turco direttore di gare di serie C proiettato verso categorie superiori. Confrontando le attività arbitrali si è riscontranto che in Turchia non è ne diffuso ne conosciuto il FUTSAL-CALCIO A 5 del quali si sono dimostrati incuriositi desiderando approfondirne la conoscenza tramite il regolamento federale.
I loro presidenti, sezionale e della federazione, hanno voluto omaggiare la sezione AIA di Bassano del Grappa con la maglia d’allenamento, le spille ufficiali dell’associazione e della stessa federazione.
In seguito a questo avvenimento il presidente Raffaele Cecchin, ha deciso di ricambiare l’omaggio in segno di amicizia, con il gagliardetto sezionale, la divisa italiana con la spilla dell’associazione, nonché il nostro regolamento del calcio.
Un’esperienza significativa che ha toccato personalmente anche lo stesso Mezzasalma, molto soddisfatto dello scambio sportivo e culturale, conclude con un intervento personale:

“Sono molto contento di avere conosciuto i colleghi turchi perché ho potuto capire che l’essere arbitro è uno stile di vita che va al di là dei confini territoriali. Spero che questo piccolo contributo sportivo porti ad avvicinare i nostri due popoli e aiuti la Turchia nel suo percorso di avvicinamento all’Europa e al rifiuto di ogni forma di estremismo. Scambi di conoscenza come questi, aiutano realtà diverse a dialogare e comprendere che gli stereotipi non portano mai lontano, e ci rendono consapevoli che sono molte più le cose in comune di quello che si possa pensare.”

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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