Associazione Italiana Arbitri

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Calcio a 5: Uefa Futsal Cup, Massimo Cumbo a Mosca

08/06/2006, 10:55

Si è svolta a Mosca, lo scorso maggio, la gara di ritorno della quinta edizione della Uefa Futsal Cup, la Coppa dei Campioni del Calcio a Cinque, gara che ha visto protagoniste le due squadre più forti ed importanti dell’attuale panorama calcettistico europeo: la Dinamo Moscow e la spagnola Interviu Boomerang di Madrid. Per i nostri colori l’evento è stato reso ancora più rilevante dalla duplice designazione di direttori di gara italiani, appuntamento che ancora una volta ha premiato non solo le doti dei singoli arbitri, ma anche la validità del programma di lavoro della scuola arbitrale italiana: una formazione basata su frequenti raduni, test atletici, cura della regolamento e della sua applicazione, incontri sezionali dedicati, un’attività forse frenetica e ripetitiva, ma che alla lunga ha dato i suoi frutti e quali frutti! E se a questo si unisce una passione viscerale e disinteressata per l’arbitraggio, la consapevolezza di essere esempio, l’orgoglio di rappresentare l’Italia e l’Associazione, non si può che attendersi sempre prestazioni arbitrali di altissimo livello.
Ma da chi era composta la coppia che ci ha rappresentato? Le funzioni di primo arbitro sono state svolte da Massimo Cumbo: parliamo del “decano” degli arbitri e degli assistenti internazionali italiani di calcio ad undici e calcio a cinque. E’ internazionale dal 1996, insieme al mitico Ercole Vescio, ed è alla sua quinta finale di seguito del Trofeo in argomento. Le funzioni di secondo arbitro sono state svolte da Giuseppe Buluggiu: lo avevamo lasciato un paio di anni fa mentre, con gioia ed entusiasmo, svolgeva ottimamente il terzo arbitro in Interviu Boomerang – Benfica, finale di andata della Futsal Cup del 2004; lo ritroviamo oggi, più motivato e tonico che mai, in una splendida finale che lo premia giustamente per l’ottima stagione svolta con la UEFA nelle fasi eliminatorie e nei quarti del Torneo. A completamento delle prestazioni italiane, doveroso cenno va fatto al bravo Carlino Di Marco, direttore di gara nelle fasi eliminatorie in Repubblica Ceca.
Che l’avvenimento sia importante e sentito lo si comprende anche dall’annunciata presenza del vice presidente della UEFA nonché responsabile degli arbitri per la FIFA, lo spagnolo Angel Maria Villar Llona. Ed a suffragio del tutto, gli auguri dei colleghi che raggiungono i due ragazzi prima della partenza, a dimostrazione che il gruppo degli arbitri di calcio a cinque è un gruppo coeso, unito, ciascuno con le giuste ambizioni ma senza invidie; i riconoscimenti, i successi, si vivono insieme nella consapevolezza di una comune crescita e di un brillante futuro per tutti.
Le traversie del viaggio e dell’arrivo non rompono l’armonia e la serenità che regna sovrana. La sede della gara, la prestigiosa capitale russa, è una città affascinante e ricca delle vestigia di un passato sofferto e glorioso nel contempo. E’ il periodo della solenne parata militare che celebra la vittoria nella seconda guerra mondiale, la piazza rossa è chiusa per le prove, i controlli delle autorità locali sono continui e quasi asfissianti, ma il fascino dell’evento e la calda ospitalità offerta permettono di non rompere l’armonia e facilitano il rapido acclimatamento alla nuova situazione. Si scherza, ci si prende in giro, i due ragazzi, ai quali si è unito nel frattempo il terzo arbitro da Cipro, sono sereni e pronti ad affrontare il nuovo impegno che li attende. L’Hotel Sputnik che ospita gli arbitri italiani è grande ma poco accogliente, ci si rifà con una deliziosa cena ufficiale in un ristorante di lusso nel centro storico della città, dove prelibati piatti locali sono serviti da stupende ragazze indigene. Il tempo passa veloce e si giunge, quasi senza accorgersene, all’evento per il quale i due arbitri sono stati designati. Il momento dell’ingresso in campo non ha paragoni. Gli arbitri misurano ogni passo, la partenza da dietro la porta, la musica della UEFA Futsal Cup, lo sguardo fiero di Petr Fousek, l’inossidabile presidente della commissione UEFA per il calcio a cinque, il centro del terreno di gioco dove il trofeo ed i premi per gli arbitri fanno bella mostra; tutto è un insieme di sensazioni che caricano i direttori di gara, tanto che Giuseppe, quasi frastornato da cotanto sfarzo, dimentica di assistere Massimo nel sorteggio per la scelta del campo con i capitani. Ma un richiamo perentorio lo riporta a terra, e in un batter d’occhio tutto è pronto per il segnale di partenza, che il direttore UEFA della gara, coordinandosi con la diretta televisiva, dà agli arbitri alle 15 in punto.
La collaborazione e la sintonia con la quale Massimo e Giuseppe svolgono l’incarico è palpabile: i due ragazzi italiani, puntuali ed autorevoli in ogni fatto di gioco, sono accettati senza remore dai calciatori delle squadre contendenti, e le loro decisioni, corrette o meno, non sono mai contestate. Si rinnovano, ancora una volta, i comportamenti caratterizzanti della categoria arbitrale italiana: lo stile, il modo di concepire la direzione di gara, la volontà di interpretare tatticamente la gara e di lasciar giocare il più possibile, l’approccio fermo ma comprensivo coi calciatori, lo stemperare col sorriso e con la battuta un momento di tensione, preferire il pacato ma efficace linguaggio del corpo ad atteggiamenti autoritari. Vi è modo inoltre di vedere applicato quel regolamento FIFA in vigore dallo scorso settembre, e che in Italia diventerà cogente con la prossima stagione: ogni qual volta l’arbitro concede il vantaggio a fronte di una infrazione punibile con un calcio di punizione diretto, e lo faccia chiaramente entro i primi cinque falli cumulativi, lo stesso segnalerà al cronometrista, a gioco fermo, di cumulare quel fallo non sanzionato, grazie la concessione del vantaggio, nel novero dei falli commessi sino a quel momento della gara. Od ancora, gli arbitri sanzionano tecnicamente con un fallo diretto e cumulativo, tutti gli interventi in scivolata fatti dal giocatore in contrasto all’avversario, sia che la scivolata avvenga da tergo, sia che avvenga di lato o de visu.
La gara termina con la meritata vittoria della squadra russa, ma gli spagnoli conquistano l’agognata Coppa grazie alla differenza reti con la gara d’andata. L’applauso del numeroso pubblico moscovita accorso all’evento, è il suggello che lo spettacolo offerto è stato all’altezza delle attese, come lo sono stati anche i ragazzi italiani, nel solco delle tradizioni che sempre hanno contraddistinto l’operato dei direttori di gara tricolori!

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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