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CAN D: a Coccaglio il raduno degli assistenti arbitrali del Nord

Paolo Cazzaniga - 26/01/2014, 09:15

Ultimo incontro per Carlo Pacifici e la sua commissione con gli assistenti arbitrali della CAN D. Dopo gli appuntamenti di Tivoli (Roma) e Lamezia Terme (CZ), il 24 e 25 gennaio a Coccaglio (BS) è stata la volta dei circa 140 associati della macroregione Nord: Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano.
L’appuntamento mattutino del 24 gennaio è stato subito sul terreno di gioco, dove si sono svolti i consueti test atletici con il coordinamento del preparatore atletico Marco Lucarelli del Settore Tecnico: per tutti Agility test e 5 x 30 metri. La disponibilità del terreno di gioco ha quindi favorito lo svolgersi di alcuni allenamenti per affinare le modalità e gli stili di corsa e per simulare situazioni di gioco. I componenti Cristiano Copelli e Paolo Calcagno hanno guidato con la loro esperienza gli assistenti CAN D che, indossate anche le pettorine, si sono misurati in simulazioni di schemi di gioco e in prove di reattività sulle segnalazioni di fuorigioco. Anche il presidente del Comitato Regionale Arbitri della Lombardia, Alessandro Pizzi, ha voluto portare il suo saluto alla commissione assistendo alla sessione di test e allenamenti mattutini.
Nel pomeriggio il commissario Pacifici ha salutato tutti i presenti aprendo ufficialmente i lavori in aula: “Sono molto orgoglioso di questo gruppo – ha esordito Pacifici – un gruppo che sta dimostrando di essere cresciuto molto. Questo raduno è a voi appositamente dedicato: daremo ampio spazio all’analisi di casi reali, cercando di fornirvi i giusti suggerimenti per prendere sempre la giusta decisione. Avete la fortuna di ritrovare in questa commissione degli ottimi maestri, ex assistenti di livello internazionale, che hanno alle spalle prestazioni anche nella Coppa del Mondo, e che vi faranno capire come il ruolo di assistente sta diventando ogni giorno più importante. Il calcio è in veloce evoluzione, con la continua proposizione di episodi che richiedono sempre più occhi attenti a valutare le azioni e i falli di gioco. Questi occhi in più li potete fornire solo voi assistenti”. Un filmato UEFA ha quindi presentato proprio l’evoluzione del ruolo di assistente, il cui primo compito rimane sempre e comunque quello della individuazione del fuorigioco.
Ha quindi preso la parola il vice commissario Domenico Ramicone che ha richiamato i presenti innanzitutto sulla “semplicità e naturalezza” che devono caratterizzare ogni prestazione sul terreno di gioco. “Non abbiate atteggiamenti forzati e innaturali, fate le cose semplici – ha ribadito Ramicone – e soprattutto imparate a capire e condividere la gestione tecnica che l’arbitro ha deciso di applicare alla gara: la terna deve mostrarsi in tutta la sua sintonia e solidarietà tecnica”. I suggerimenti sono quindi andati a rafforzare concetti basilari: allineamento, concentrazione e dinamicità. L’allineamento, funzionale alla individuazione del fuorigioco, ma da solo non sufficiente a garantire una buona prestazione. La concentrazione, che deve sempre essere massima e mai influenzata da condizionamenti esterni del pubblico o degli occupanti le panchine. La dinamicità, che deve tramutarsi in capacità di prevedere le azioni di gioco e di garantire sul terreno di gioco la stessa brillantezza fisica mostrata nei test atletici. “Questi semplici elementi devono essere da guida per le vostre prossime gare. Da qui alla fine del campionato infatti tutte le gare sono difficili – ha richiamato Pacifici – tutti i gironi saranno combattutissimi ed incerti”. La commissione si è comunque detta tranquilla di quanto i propri assistenti potranno garantire nel prosieguo del campionato: “Siamo sicuri che ognuno di voi potrà essere designato in qualunque gara – ha affermato Ramicone – poiché già nel girone di andata ci avete mostrato di essere pronti, ci avete fornito continue sorprese, ad ogni domenica abbiamo scoperto un nuovo talento. Fra di voi ci sono i futuri assistenti non solo della CAN PRO ma anche della CAN B e della CAN A”.
Ampio spazio quindi alla visione dei filmati selezionati dalla commissione, filmati inerenti proprio gare della Serie D. Vivace è stato il dibattito fra i componenti della commissione e tutti gli assistenti presenti, che si sono confrontati ognuno con le proprie esperienze. “Cercate di trovarvi sempre nella condizione di poter lavorare al meglio – ha affermato ad esempio Paolo Calcagno – Chiarite tutti i dubbi durante il briefing pre gara: se uno di voi fa bene, fa bene tutta la terna. Analogamente lo sbaglio di uno può ripercuotersi su tutta la terna”. E ancora Cristiano Copelli ha voluto richiamare gli assistenti alla semplicità “che deve essere espressa da ognuno secondo le proprie caratteristiche, maturando esperienze che consentono di non sbagliare al riproporsi delle difficoltà. Cercate di essere sempre concentrati, predisposti a ciò che accadrà, non fatevi trovare spiazzati: quello che sta per accadere ve lo dovete aspettare. La vostra sequenza mentale deve essere: conoscere, aspettare l’evento, valutarlo”.
La serata è stata quindi dedicata allo svolgimento dei test regolamentari a cura del Settore Tecnico, per il quale è intervenuto Luca Passarotti.
La mattinata di sabato 25 è stata invece dedicata ad ulteriori lezioni tecniche in aula, nel quale si sono alternati quali relatori gli altri vicecommissari presenti: Christian Brighi, Enrico Preziosi, Francesco Squillace, Michele Cavarretta, Alberto Ramaglia e Simone Ponzalli. Anche in questo caso gli assistenti si sono francamente confrontati con i propri Organi Tecnici sulle diverse tematiche: rimesse laterali, metodologie di segnalazioni, briefing pre gara, collaborazione con l’arbitro.
A conclusione del raduno il commissario Carlo Pacifici ha voluto nuovamente ricordare agli assistenti l’importanza della massima concentrazione per affrontare al meglio il delicato girone di ritorno, dicendosi infine “molto soddisfatto delle due giornate di lavoro e sicuro di poter contare su un gruppo di giovani assistenti capace di calarsi con facilità nelle dinamiche del calcio moderno, in cui gli assistenti debbono lavorare in completa sintonia con l’arbitro, formando quella squadra arbitrale che unita può affrontare qualsiasi difficoltà o casistica offerta dal terreno di gioco”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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