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Incontro a Milano tra arbitri, dirigenti, tecnici e capitani di Serie A

27/01/2014, 14:32

La riunione tra le diverse componenti impegnate nel campionato di Serie A si conferma un incontro positivo, nel quale il dialogo favorisce un confronto costruttivo tra arbitri, dirigenti, allenatori e capitani dei 20 club del massimo campionato, così come avvenuto negli anni precedenti. All’incontro, che si è svolto in mattinata nell’Hotel Michelangelo a Milano, hanno preso parte il Presidente della Figc Giancarlo Abete, con il vice vicario Carlo Tavecchio ed il vice Demetrio Albertini, il presidente dell’AIA Marcello Nicchi con il designatore della Can A Stefano Braschi con i vice Livio Bazzoli e Alessandro Stagnoli ed i presidenti delle componenti coinvolte: Maurizio Beretta (Lega A), Damiano Tommasi (Aic) accompagnato da Sergio Campana; per l’AIAC è intervenuto invece Domenico Di Carlo. In platea, i 22 arbitri della Can A ed i 27 colleghi della Can B guidati da Domenico Messina, il responsabile del Settore Tecnico AIA Alfredo Trentalange, i capitani, gli allenatori ed i dirigenti dei 20 club di A.
Secondo il format ormai classico dell’evento, dopo i saluti di rito, con il presidente Abete che ha sottolineato l’importanza del dialogo tra la classe arbitrale, i dirigenti e i giocatori dei club, Nicchi ha fatto il bilancio sulla stagione in corso: “I nostri arbitri si applicano con passione, serietà e sacrificio per dare sempre il meglio. E’stata finora un’annata positiva, nella quale stiamo facendo crescere un gruppo davvero valido, formato da grandi uomini ancora prima che atleti. Vogliamo migliorare ulteriormente la cooperazione in campo e fuori e favorire reciproca conoscenza e apprezzamento del lavoro di ognuno”. Il designatore Braschi ha poi illustrato la sintesi sugli aspetti tecnico – disciplinari della prima parte della stagione: confermato anche in questo 2013-14 il trend degli ultimi anni: la Serie A si allinea ai principali tornei europei, tutti comunque distanti dalla Premier League.
La media dei falli scende per la prima volta sotto i 30 a partita (29.46), colmando quel gap che nel 2007-08 ci vedeva lontanissimi dagli altri (38), segno che le partite sono meno frammentate; stabile anche il dato delle ammonizioni (4.81 a partita), leggermente alzatosi negli ultimi due anni per la scelta di avere un atteggiamento più intransigente da parte degli arbitri; diminuite le espulsioni (0.27 rispetto allo 0.32), soprattutto quelle per condotta gravemente sleale, mentre salgono ancora quelle per proteste; anche i rigori (0.31 a partita rispetto allo 0.35 di un anno fa) confermano la tendenza dell’ultimo quinquennio. Sempre più soddisfacenti i dati sulle valutazioni dei fuorigioco da parte del gruppo di 40 assistenti: in totale sono state fatte 2077 valutazioni (984 alzati e 1093 non alzati), che sono 109 a giornata e 10,9 a gara. Il totale degli errori è bassissimo: 32, che corrisponde ad un incredibile 1.54% (media errori a giornata 1.68, a gara 0.17). Migliorato anche il comportamento degli allenatori: allontanati dal campo solo 22 tecnici (32 un anno fa), per un totale di 23 comprendendo il personale in panchina (rispetto a 35). Al termine del girone d’andata ogni arbitro non ha avuto più di due designazioni per la stessa squadra, con l’obiettivo di arrivare ad un massimo di 4 a fine torneo.
Con l’ausilio dei filmati, poi, Braschi ha analizzato le principali situazioni relative alle novità su alcuni degli aspetti che più hanno fatto discutere: fuorigioco, proteste, simulazioni e trattenute. Al termine dell’incontro, si è sviluppato un dibattito, al quale hanno partecipato dirigenti, calciatori e arbitri.

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Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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