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Premio “Antonio Ghirelli”: menzione speciale per Mario Pennacchia

07/04/2014, 17:28

E’ stata la Sala Montanelli nella sede di RCS a Milano ad ospitare questa mattina il Premio nazionale letteratura del calcio “Antonio Ghirelli”, giunto alla sua terza edizione e promosso dalla Figc e Fondazione Museo del calcio.
Alla cerimonia ha preso parte anche il Presidente dell’AIA Marcello Nicchi assieme al Segretario Francesco Meloni al Componente del Comitato Nazionale Alberto Zaroli, al Presidente CRA Lombardia Alessandro Pizzi e l’ex Presidente Cesare Gussoni.
Riservato alle opere pubblicate in lingua italiana su tematiche legate al calcio, il Premio è stato istituito per onorare la memoria di Antonio Ghirelli, scomparso a 89 anni nell’aprile 2012: un giornalista di razza che ha percorso una lunghissima carriera nei principali quotidiani italiani fino a ricoprire l'incarico di capo ufficio stampa alla Presidenza della Repubblica con Pertini e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Craxi. Ghirelli è stato anche autore di numerose opere dalla “Storia del calcio in Italia” del 1954 ad “Aspettando la rivoluzione. Cento anni di sinistra italiana” del 2008, in tutto 19 opere divise tra le sue grandi passioni: il calcio, la natia Napoli e l’analisi politica.
La giuria, presieduta da Paolo Garimberti e composta da Andrea Rogg, Arrigo Sacchi, Marco Vitale, Alessandro Vocalelli e Domenico Dolce (per la sezione fotografica), ha assegnato i seguenti riconoscimenti: per la categoria Saggistica e Narrativa "Dallo scudetto ad Auschwitz" di Matteo Marani; per l’opera straniera "Red Machine" di Simon Hughes; per tecnica e studi specializzati "FC Barcelona training sessons" di Athanasios Terzis; per la categoria fotografia "L'Italia tifa bene" a Carmine Desiderio.
La giuria ha ritenuto di non assegnare il premio per la categoria economia e management, mentre una menzione speciale è stata attribuita a "Gli scudetti che vinsero la guerra" di Mario Pennacchia e "E' un gioco da ragazzi" di Domenico Facchini e Corrado La Grasta.
“Ringrazio tutti i giurati, il presidente, la Gazzetta e il suo direttore Andrea Monti per quanto avete fatto. Alla morte di Ghirelli pensammo che ricordarlo in questo modo sarebbe stato importante per il mondo del calcio. E’ giusto aver celebrato la sua ironia, classe ed intelligenza qui nel tempio del giornalismo". Con queste parole il presidente della Figc Giancarlo Abete ha aperto la cerimonia.
“Se mi trovo qui – ha confessato il direttore della Rivista l’Arbitro Mario Pennacchia - lo devo a Ghirelli. Nel novembre del ‘62 ero solo apprendista e mi mandò ad assistere ad un Milan-Juventus. L’emozione fu grande. Poi mi dissero che si era licenziato e feci il viaggio di ritorno da Milano in lacrime. Ritengo che abbia dato allo sport più di quello che lo sport meritasse".
Nel corso della cerimonia, che ha visto la presenza tra gli altri dell’ex presidente e membro d’onore della Figc Franco Carraro, del vicepresidente vicario della Figc nonché presidente della Lnd Carlo Tavecchio, del direttore della Gazzetta dello Sport Andrea Monti, del vicepresidente del Milan Adriano Galliani, del direttore generale della Figc Antonello Valentini, del direttore generale della Lega Serie A Marco Brunelli, e del figlio di Antonio Ghirelli, Guido, è stato consegnato anche il premio fotografico dedicato ai tifosi italiani. Tra le tante foto pervenute, lo stilista Domenico Dolce ha deciso di premiare lo scatto di Carmine Desiderio.

Nella gallery sotto:
- A margine del premio Ghirelli, da sinistra, il gruppo AIA: Zaroli, Gussoni, Pennacchia, Nicchi e Pizzi
- Mario Pennacchia riceve il Premio
- Tutto il gruppo dei premiati
- La foto vincitrice del premio fotografico

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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