Associazione Italiana Arbitri

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CAN PRO, a Tivoli Terme il raduno play off

AP - 10/05/2014, 14:23

"Quando c'è una meta anche il deserto diventa strada" - ha detto Stefano Farina e voglio partire dalla fine di questo raduno che ha coinvolto arbitri, assistenti ed osservatori della CAN PRO alla vigilia delle gare di play off e out per farne comprendere a pieno lo spirito.
Un incontro che è andato oltre l'analisi dei canonici aspetti tecnici, atletici e comportamentali dei direttori di gara raccontando in maniera profonda di quello che è l'essenza dell'essere Arbitro all'interno di una realtà eccezionale come l'Associazione Italiana Arbitri.
Dove quando si commette un errore, quello è lo sbaglio di tutto il gruppo, dove ci si incoraggia a vicenda e si cerca di dare un'immagine alta per tutto il movimento. Lo sport alla pura essenza dello stesso dove non c'è altro che passione e la voglia di farcela a prescindere dal traguardo che si taglierà.
Un raduno particolare perché l'ultimo con l'arbitro di Novi Ligure a gestire la Commissione. Così alle porte di Roma si è ritrovato, per quest'ultimo appuntamento, il gruppo della CAN PRO composto da 46 arbitri, 45 assistenti e 17 osservatori che saranno impegnati nelle gare di play off e play out. Una fase dove le quaterne arbitrali dirigeranno match decisi.
In due giorni il responsabile Stefano Farina ha cercato di trasmettere lo spirito giusto per la parte più delicata e importante dei campionati di Lega PRO che dal prossimo anno avranno una nuova strutturazione con solo tre gironi di divisione unica.
Test atletici, quiz tecnici e analisi puntuale delle diverse situazioni di gioco affrontate durante i campionati e su cui focalizzare l'attenzione per cercare di cogliere l'imprevedibile e le situazioni al limite sempre mirando alla solidarietà tecnica.
In aula si sono alternati anche i suggerimenti dei vice responsabili Nicola Ayroldi, Piero Ceccarini, Gabriele Gava e Sandro Rossomando.
Interessante e molto seguita la lezione del dottor Cotroneo su attenzione e concentrazione dal punto di vista cognitivo.
La prima giornata con la presenza anche del responsabile ed il vice del Settore Tecnico si è conclusa solo a tarda sera in aula con le immagini che hanno ripercorso i quattro anni della CAN PRO sotto la guida di Farina.
L'ultimo giorno invece è iniziato con la lezione di Alfredo Trentalange che ha incentrato il suo intervento su tecnica, etica, organizzazione ed umanizzazione. "Si cresce più per confronto che per didattica - ha ribadito Trentalange - difficilmente si apprende ciò che si pensa già di sapere".
Proficuo quindi il dibattito e lo scambio di opinioni tra arbitri, assistenti, osservatori e commissione.
A Tivoli è giunto anche Narciso Pisacreta, vice presidente dell'Associazione che nel saluto portato ai ragazzi ha voluto accentuare il merito di ciò che il gruppo ha fatto e di ciò che farà: "La formazioni italiana è un punto di riferimento mondiale".
Farina poi ha chiarito alcuni aspetti inerenti il regolamento delle gare di play off con la gestione delle persone ammesse sul terreno di gioco, la collaborazione con il IV uomo, la gestione dell'evento, le relazioni con i dirigenti e gli ispettori della Lega.
La chiusura del raduno è toccata nuovamente all'ex arbitro internazionale che ha inteso lasciare un contributo sintetizzando lo in un elenco delle 10 regole per per essere un buon arbitro, assistente ed osservatore.
Nella tarda mattinata sono giunti in aula anche il Presidente dell'AIA Marcello Nicchi, il Presidente della Lega PRO Mario Macalli ed il direttore generale Francesco Ghirelli.
Il Presidente dei direttori di gara ha rivolto un grazie per il lavoro fin qui svolto dal gruppo ma sottolineando come manchi ancora la parte più delicata: "Noi come arbitri daremo il massimo. Gli arbitri stanno dimostrando, in un periodo dove ci sono difficoltà nello sport, di essere la parte sana e pulita operando sempre nel migliore dei modi.
Un grazie anche dalla Lega Pro ed al suo Presidente per il supporto e il rapporto con la componente arbitrale. Siamo uomini e donne che fanno cultura e danno sempre il loro contributo per il calcio".
Anche da parte del Presidente Macalli è arrivato un sentito grazie al movimento arbitrale per il suo contributo. "Questa Lega - ha detto Macalli - non ha mai voluto che si mettesse una parola in più sul vostro operato sempre in un ottica di condivisione anche dell'errore. Anche da noi nei club ci sono errori. Non possiamo stare in un mondo i cui non si ha fiducia".
Nelle parole del massimo dirigente della Lega Professionisti anche un'analisi sul futuro con la riforma dei campionati approvata ed un sogno: "realizzeremo gli stadi senza barriere".

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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