Associazione Italiana Arbitri

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CAN A, primi test atletici e regolamentari

CL - 29/07/2014, 18:51

l raduno entra nel vivo delle attività con la doppia sessione giornaliera di allenamento e l’approfondimento tecnico in aula dove, con l’ausilio delle immagini televisive appositamente prodotte per l’AIA, vengono analizzati gli episodi più significativi della passata stagione sportiva.
La Commissione, oggi, ha voluto concentrare l’attenzione maggiormente sui falli commessi con gomiti e braccia larghe, sul gioco violento, sulla condotta gravemente sleale, sulla gestione delle proteste e su come le varie situazioni di gioco possono essere correttamente affrontate se vi è una perfetta e piena collaborazione tra tutti i componenti della “squadra” arbitrale.
Dopo pranzo spazio a Rizzoli, Faverani e Stefani. La terna della finale mondiale ha raccontato gli oltre quaranta giorni di permanenza in Brasile. Esperienze ed emozioni vissute giorno dopo giorno, fino al triplice fischio conclusivo della finale. Giorni scanditi da una routine che ricorda molto i raduni della CAN A: due ore e mezzo di allenamento al giorno, sessioni teoriche, analisi video e i continui training tecnici riservati sia agli arbitri che agli assistenti. "Un'opportunità clamorosa - dicono - che, oltre agli aspetti tecnici, ci ha permesso di approfondire e conoscere culture diverse dalle nostre, attraverso la frequentazione di colleghi provenienti da tutto il mondo". Ma nel ricordo c'è spazio anche ad una riflessione su quanto sia cresciuta la scuola arbitrale italiana negli ultimi anni, tanto da ribadire che la loro finale non è solo un successo personale ma più l'affermazione di un'intera Associazione.
Nel pomeriggio, mentre gli assistenti affrontavano la seconda seduta d’allenamento giornaliera, gli arbitri sono stati chiamati a sostenere i consueti test atletici, sotto la supervisione del Metodologo dell’allenamento dell’AIA, prof. Carlo Castagna, e dei componenti del Modulo Preparazione Atletica del Settore Tecnico Arbitrale. Oltre ai 40 metri sprint anche l’Intermitted Recovery Test (Yo-Yo IR1) che prevede l’effettuazione di scatti ripetuti sulla distanza di 40 metri a navetta (20m+20m). Sempre per gli arbitri, in serata, la prima sessione dei test regolamentari. In entrambi i casi si tratta di valutazioni d’ingresso, utili al fine verificare lo stato di forma dei direttori di gara.


Nella foto, da sin: il prof. Carlo Castagna, Metodologo dell'allenamento dell'AIA, con il Responsabile della CAN A, Domenico Messina

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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