Associazione Italiana Arbitri

100 anni: 1911-2011

Sito web ufficiale dell'Associazione Italiana Arbitri

Nicchi ai vertici del calcio: “Arbitri di tutti e garanti della Federazione”

29/08/2014, 14:56

"Ci avviamo ad iniziare una stagione che non sarà facile perché il momento del Paese non è facile. I problemi della società non sono di facile soluzione ma mi auguro che il gioco del calcio porti serenità e felicità nelle nostre famiglie. Mi auguro che sia una stagione di divertimento dove le componenti tecniche daranno capacità di coesistenza con i valori che ognuno ha al proprio interno perché questo ci chiedono la Federazione, le Leghe e chi sponsorizza l'industria calcio". Così il presidente dell'Associazione Italiana Arbitri, Marcello Nicchi, aprendo il consueto incontro tra i vertici federali e gli arbitri della CAN A e CAN B, alla vigilia dell’avvio dei campionati.
"Noi siamo gli arbitri di tutte le Leghe, al di là delle distanze e dei problemi. Con orgoglio e soddisfazione - ha proseguito Nicchi - dico che siamo i garanti della Federazione, ci faremo trovare al nostro posto anche nei momenti difficili. I nostri arbitri sono abituati ad accettare le critiche ma non gli insulti. Sono abituati a dare un servizio di qualità al nostro calcio, e su questo punto di vista non ci sono dubbi”.
A Coverciano, oltre al neo Presidente della Figc Carlo Tavecchio, erano presenti i Presidenti delle Leghe di A, B e Pro, Beretta, Abodi e Macalli, i Componenti del Comitato Nazionale dell’AIA ed i Responsabili degli Organi Tecnici Nazionali, Pierluigi Collina (Chief refereeing officer UEFA) e il neo CT azzurro Antonio Conte con il nuovo team manager Oriali.
"Non accettiamo e non accetteremo più violenze sugli arbitri, specie sui più giovani, non tollereremo più vedere mettere le mani addosso, anche perché siamo sempre pronti ad ogni confronto e siamo i primi ad essere vivisezionati - ha proseguito Nicchi - e a chi ci dice che merita rispetto rispondo che gli arbitri il rispetto lo danno sempre, denunciate chi non lo fa. E davanti ad un errore tecnico tale deve restare e essere considerato, senza dietrologie, perché il mondo degli arbitri è autonomo". E poi ha concluso, rivolgendosi ai direttori di gara: “Sento ancora il profumo in questa aula di Coverciano di Artemio Franchi e riprendo una sua frase e la giro ai nostri arbitri: 'Andate in campo con il sorriso sulla bocca'. Fatevi rispettare con il regolamento".
A Carlo Tavecchio, al suo esordio da Presidente Federale durante un incontro dell’AIA, sono spettate invece le conclusioni, dopo il saluto dei Presidenti delle tre Leghe professionistiche e dei Presidenti dell’Associazione Allenatori e di quella dei Calciatori. "Ho grande rispetto per la classe arbitrale - ha detto Tavecchio - sono stato tra i primi a volerla in Consiglio federale. I direttori di gara sono in assoluto i primi giudici durante i 90' di gara. L'auspicio è che si vada sempre più verso un'Italia che abbia stadi senza barriere e rispetti il primo giudice in campo, le tensioni si un sistema non possono sfociare contro una singola persona". E poi ha continuato: "Le riforme del calcio devono andare di pari passo con le riforme del Paese. Il Paese si sta riformando, io me lo auguro, e anche il calcio si deve riformare. Per quello che potrò con le componenti e con le leghe sarò disponibile - ha aggiunto il numero uno della Figc rilevando la necessità di "collegialità'" e "democrazia" nelle riforme. Tavecchio ha sottolineato inoltre di essere stato "invitato ad assumersi responsabilità forse più grandi di me, ma non ho altri interessi. Ho l'interesse della Federazione e se con il vostro aiuto, dei dirigenti e delle componenti tecniche, potremo far qualcosa di buono, vi sarò eternamente grato".
In chiusura, Tavecchio, ha premiato l'arbitro Nicola Rizzoli e i due assistenti Andrea Stefani e Renato Faverani, che hanno recentemente diretto la finale dei Mondiali di Brasile 2014. Un riconoscimento, sotto forma di un orologio ciascuno con lo stemma della Federazione al suo interno.
"Dietro un successo come quello che abbiamo ottenuto noi - ha detto Nicola Rizzoli - ci sono delle persone che ci hanno permesso di calcare un campo come quello del Maracanà. Ringrazio tutte loro e ci tengo a sottolineare che abbiamo arbitrato la finale Mondiale rappresentando tutto il nostro mondo. Questo gruppo arbitrale poteva avere tanti rappresentanti in Brasile perché è di alta qualità e non mi riferisco soltanto ai nostri direttori di gara internazionale. Qualche anno fa siamo caduti pesantemente ma ci siamo rialzati e siamo arrivati ad arbitrare una finale Mondiale. L'augurio che faccio alla nostra Nazionale, rivolgendomi al nostro neo CT, è che torni presto anche essa a disputarne una".
Rizzoli ha donato a Tavecchio una delle divise autografata con cui la terna arbitrale ha diretto la finale; divisa che Tavecchio donerà a sua volta al Museo del calcio di Coverciano.
Il Responsabile della CAN A, Domenico Messina, ha invece ritirato il Premio “Giovanni Mauro”, assegnato all’arbitro internazionale Luca Banti, impegnato in una competizione internazionale.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

Pagina precedente