Associazione Italiana Arbitri

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Trefoloni: «L'arbitro è un punto di riferimento per gli altri»

Saverio Romano - 18/12/2014, 15:27

Sezione di Carrara
L'arbitro come modello di comportamento, esempio per tutte le componenti che ruotano intorno a un campo da calcio. Un messaggio chiaro emerso dalle parole del Presidente del Comitato Regionale Arbitri della Toscana, Matteo Simone Trefoloni, già arbitro internazionale, nel corso della visita alla Sezione dell’Associazione Italiana Arbitri “Giorgio Lazzarotti” di Carrara. Nei locali di Marina di Massa, Trefoloni era accompagnato dal Vicepresidente Vittorio Bini e da Giuseppe Lieti, nella doppia veste di componente CRA e associato della sezione apuana. A fare gli onori di casa il Presidente Maurizio Testai, il vice Mario Francesco Marchi e l’intero Consiglio Direttivo Sezionale; in sala insieme ad arbitri ed osservatori, anche i giovanissimi dell'ultimo corso ormai prossimi all'esame di abilitazione.
La figura dell'arbitro un po' in tutti i suoi aspetti è stato il tema centrale della relazione di Trefoloni: «Oltre ad essere modello di comportamento l'arbitro è un istruttore, un manager in quanto è chiamato a risolvere i problemi. É un leader perché deve essere punto di riferimento per gli altri, costruisce un gruppo, gestisce le difficoltà». Non sono mancati alcuni esempi di “vita sul campo”: «Quando torniamo a dirigere questa o quella squadra nel corso di un campionato, veniamo ricordati per come siamo stati bravi la volta precedente». Da qui la necessità di dare una bella immagine di se stessi, a cominciare dall'arrivo al campo, con la giusta postura e un abbigliamento consono: è importante iniziare con una buona preparazione del pre-partita, perché, citando l'esperienza della terna italiana impegnata nella finale mondiale, “il successo si costruisce con la credibilità”.
L'accento si è poi spostato su aspetti più psicologici della vita dell'arbitro «che deve essere bravo a controllare le paura e individuare i punti di forza». Da qui l'importante di «essere impulsivi, non saggi: perché in campo si arbitra di pancia». Un altro concetto emerso con forza è la necessità di decidere e dimenticare le scelte fatte sul campo. «Bravo è ­ queste le parole di Trefoloni ­ chi riesce a farlo».
In apertura di serata Vittorio Bini ha invitato i giovani colleghi ad affrontare le partite “con pensiero positivo”, mentre Giuseppe Lieti ha ricordato come negli ultimi anni la Sezione vanti una bella tradizione fra gli assistenti, l'ultimo dei quali (Francesco Laganà) fresco di promozione alla Commissione Arbitri Nazionale Serie D.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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