Arbitri e assistenti marchigiani alla Mole di Ancona

CRA Marche

Arbitri e assistenti marchigiani alla Mole di Ancona“Tecnica, Etica, Organizzazione, Umanizzazione”.
Questi i valori che il Comitato Regionale Arbitri Marche vuole trasmettere agli associati, un leitmotiv importante ribadito in ogni raduno, che rappresenta quattro capisaldi che ogni arbitro deve portare sempre con sé, in campo e nella vita.
Tanti gli associati che alle ore 16 di giovedì 8 marzo hanno affollato la sala convegni della Mole Vanvitelliana, suggestivo edificio a forma di pentagono immerso nella cornice del porto di Ancona, conosciuto anche come “Lazzaretto”.
Così in apertura del IV raduno stagionale, il presidente Carlo Ridolfi ha sensibilizzato la folta platea composta da arbitri, assistenti e osservatori arbitrali sul tema della donazione del sangue, presentando l’ospite Gianni Strovegli, Vice Presidente regionale Avis.
“In quanto portatori sani di cultura, educazione e rispetto sia per se stessi che per gli altri, sarebbe bello che gli arbitri trasmettessero alla comunità questo importante messaggio: donare il sangue è un grande gesto e può salvare vite. Se solo si raddoppiassero le donazioni sarebbe già un altro mondo – ha dichiarato Gianni Strovegli – ecco che valori come etica e umanizzazione diventano fondamentali”. Non mancheranno per questo iniziative che coinvolgeranno sempre di più gli associati del CRA Marche con l’Avis, volte a sensibilizzare la comunità.
Spazio poi all’arbitro internazionale Angelo Galante, presidente della Sezione di Ancona, che ha sottolineato quanto è stata importante l’organizzazione nella sua recente esperienza a Lubiana, in occasione degli Europei di Futsal.
“Sono state giornate intense, ricche di riunioni, allenamenti e continui confronti con gli altri colleghi provenienti da tutta l’Europa. È stata per me un’enorme soddisfazione poter rappresentare l’Associazione Italiana Arbitri in un contesto di tale livello. Ponetevi degli obiettivi, credete sempre in quello che fate, mettendo il giusto impegno e siate orgogliosi di essere arbitri, condividendone la gioia con tutti”.
Entrando nel vivo della serata, Carlo Ridolfi ed il responsabile dell’organico assistenti Alessandro Marinelli hanno portato all’attenzione della platea alcuni filmati di gare regionali, discutendo sulle decisioni adottate dagli assistenti in particolari situazioni di fuorigioco o fallo.
Gli associati sono stati quindi interrogati sugli episodi vissuti da loro stessi, analizzando e condividendo le motivazioni delle proprie scelte con gli altri colleghi, sotto la guida degli organi tecnici.
Un ambiente stimolante oltretutto per gli arbitri che hanno commentato il proprio operato in termini di collaborazione con gli assistenti, per poi analizzare anche le loro decisioni nei provvedimenti tecnici e disciplinari.
Tanta formazione allo stesso modo per il gruppo di prima categoria, proiettato verso le future gare in terna e seguito dal responsabile Davide Sabbatini.
“Abbiamo deciso di fare un raduno unico tra arbitri, assistenti e osservatori proprio per coinvolgere tutti – ha affermato Carlo Ridolfi – perché siamo un team ed è giusto che in questo percorso gli associati marchigiani interagiscano tra loro, verso un’uniformità tecnica. Arbitri e assistenti devono rapportarsi continuamente e gli osservatori, accompagnati dall’esperienza di Guido Corradetti, devono saper ascoltare e giudicare al meglio per dare consigli specifici”.
Prima del buffet di cena, non è mancata infine la consegna di un omaggio floreale a tutti i “fischietti rosa” presenti, in occasione della ricorrenza della Festa della Donna.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)
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