Massimo Busacca: “Credete in quello che fate!”

CRA Lombardia

Massimo Busacca: “Credete in quello che fate!”Ospite di assoluto spessore presente al raduno di eccellenza per arbitri ed assistenti del Comitato Regionale Arbitri della Lombardia tenutosi presso la località di Castiglione delle Stiviere (MN) lo scorso 13 ottobre 2018.
Massimo Busacca, capo del dipartimento arbitrale FIFA, presente già in mattinata presso il centro sportivo Lusetti per una esercitazione effettuata attraverso situazioni di giuoco simulate, fornendo indicazioni precise e chiare sullo spostamento migliore da adottare in occasione di azioni che si sviluppano nel cuore dell’area di rigore. La ricerca della posizione ottimale per poter valutare e decidere è sicuramente un elemento chiave per una prestazione di un arbitro.
Tanti i temi trattati durante la lezione tecnica tenuta nel pomeriggio, introdotta dal presidente Alessandro Pizzi.
Inizialmente è stato sottolineato il concetto di leadership che deve caratterizzare la figura dell’arbitro moderno. La centralità dell’arbitro è un mix di tanti elementi: l’energia, associata ad una grande forza interiore importantissima nel saper affrontare i momenti difficili che possono verificarsi durante una carriera e che bisogna essere in grado di superare per poter guardare avanti e raggiungere gli obiettivi prefissati, sempre con positività.
La responsabilità che è legata alla preparazione della gara durate la settimana, sia dal punto di vista atletico sia mentale. L’allenamento, l’attenzione all’alimentazione sono sicuramente i fattori che determinano una preparazione responsabile alla gara.
Un altro aspetto che caratterizza la figura dell’arbitro è la comunicazione… l’arbitro deve saper vendere nel migliore dei modi una sua decisione e per poterlo fare deve saper comunicare nel modo giusto, saper ammettere i propri errori, essere preparato tecnicamente, essere convincente anche a fronte di una situazione dubbia, oltre che porre particolare attenzione ai comportamenti prima e dopo la gara.
Un arbitro deve essere intelligente tatticamente, essere in grado di saper leggere la gara per poter prevenire quelle che posso essere situazioni che potenzialmente potrebbero creare difficoltà.
Il coraggio nel dover prendere una decisione non deve mai mancare, perché si è obbligati a decidere. Non avere mai timore psicologico verso una squadra o un giocatore. Mai lasciarsi intimorire dai fattori esterni, quali ad esempio pubblico, grandi giocatori, grande stadio, oltre che media televisione e giornali.
Ultimo aspetto, ma non meno importante degli altri, è l’umiltà con cui si affrontano le situazioni che si presentano durante una carriera arbitrale, l’umiltà nel saper apprendere dagli istruttori tutto quello che di positivo possono trasmettere.
Non deve assolutamente mancare la passione per questo sport che regala tante soddisfazioni a fronte di grandi sacrifici. Queste le parole di Busacca che sintetizzano la giornata passata insieme a lui: “Credete in quello che fate! Lavorate per ottenere risultati e cercate di impressionare i vostri formatori, affinchè possano ricordarsi di voi”.
Un passaggio doveroso e importante, sottolinea Massimo Busacca, deve essere fatto sull’utilizzo del VAR (Video Assistant Referee) introdotta nel calcio con l’obiettivo principale di eliminare i chiari errori che cambiano il risultato finale di una partita. Ormai il calcio è un business, quindi, l’arbitro ha grandi responsabilità perché una singola decisione sbagliata può compromettere l’esito di una gara e le squadre non sono più disposte a perdere per errori arbitrali.
Ciò non toglie che l’arbitro sia sempre il primo a decidere e che sia convinto di aver deciso bene, ricorrendo all’utilizzo della tecnologia solo ed esclusivamente in caso di dubbio. A tal proposito, sottolinea il responsabile FIFA, potremmo tranquillamente affermare un giorno: “Thank you technology, but I can do it better than you”.
Presente anche per l’occasione il componente del Comitato Nazionale dell'AIA Alberto Zaroli che ha ringraziato l’ospite per il prezioso supporto fornito, invitando i giovani arbitri a mettere in pratica sin da subito i consigli ricevuti per crescere ed ottenere prestazioni arbitrali sempre più esaltanti e convincenti.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro"
(aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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